Fiorentina, Commisso a 360 gradi: “Montella, Chiesa, Veretout e Stadio, la situazione”

Da qualche giorno è il patron della Fiorentina ma già diverse sono state le sue uscite pubbliche: Rocco Commisso ha concesso un'intervista anche a 'La Nazione'

Da qualche giorno è il patron della Fiorentina ma già diverse sono state le sue uscite pubbliche soprattutto per quanto riguarda il mercato. Rocco Commisso ha concesso un’intervista anche a ‘La Nazione’ parlando di Montella e Chiesa. Ecco le sue parole.

Devo parlare con Montella, lo vedrò negli Stati Uniti. Qualcuno ha scritto che l’ho riconfermato: fake news. Lo voglio vedere. Per me Giancarlo Antognoni è un mito, mi ricorda l’Italia mondiale del 1982. L’anima di quella squadra e di quella del 2006 vorrei rivederla nella Fiorentina. Non sarà facile ma ci provo. Antognoni è un gentleman, ha un cuore d’oro. Non capisco come mai una bandiera come lui sia stata lontana dalla Fiorentina per tanti anni. Federico Chiesa? Ripeto che non sarà il mio Baggio. Farò di tutto per tenerlo almeno un anno. Però un ex campione viola mi ha fatto una domanda: perché fare un contratto così lungo a un ragazzo che magari il prossimo anno delude e alla fine dalla sua cessione si prende meno soldi di adesso? Non faccio il presidente che detta la formazione, non l’ho mai fatto. E non siamo in ritardo per il mercato. Proprio in questo momento stiamo decidendo il futuro di Veretout, forse è meglio venderlo. Non voglio delle star che comandano lo spogliatoio, tutti devono dare il loro contributo con passione e cuore“.

Il mio modello organizzativo è quello della Juventus, è il migliore di tutti. E poi guardo con interesse all’Atalanta, ad esempio quando dona un kit sociale a tutti i neonati di Bergamo: senso di appartenenza, insomma. Prima ho incontrato i ragazzi della curva, uno di loro è nato nel ’74. Io ero a Firenze prima di lui, nel ’73! Mi sento fiorentino, ma non posso promettere di essere sempre presente qui, ecco perché sto creando un gruppo decisionale di spessore, per essere tranquillo quando sono a New York“.

Ristrutturare il Franchi sarebbe fast (veloce) ma ci sono dei problemi. Chiedo aiuto a Firenze, alle istituzioni e ai fiorentini. Penso fast, decido fast, alla mia età non aspetto dieci anni per un nuovo stadio. Io investo, ma mi devono dare la possibilità di snellire gli ostacoli burocratici, altrimenti potrei fare marcia indietro. E credo di essere stato chiaro. Intendo fare presto, la velocità di azione è decisiva per me, viene prima di tutto“.