Finalmente ci siamo. Paulo Sousa non è più l’allenatore del Basilea e nelle prossime ore sbarcherà a Firenze. L’accoglienza non sarà delle migliori, ma come sempre saranno i risultati a decretare l’indice di apprezzamento per il nuovo tecnico dei viola. Scopriamo un po’ più nel dettaglio chi è il prossimo condottiero della squadra gigliata.
Il mare? No grazie. Paulo si accontenta di ammirare le casette antiche selle colline sinuose del Portogallo. Al lusso preferisce una vita semplice e senza affanni, proprio come gli hanno insegnato il papà meccanico Delfim e la mamma Maria, sarta da sempre. Paulo era un bambino modello: coscenzioso e amante dello studio. La matematica una vera passione che lo ha accompagnato per tutto il percorso da studente. Nel tempo libero tanto sport: dall’atletica leggera al basket, passando per la pallavolo, altra grande passione. Tipo ambizioso con un sogno nel cassetto: dategli una classe e fategli fare il maestro dell’elementari. La vita però gli ha riservato un destino diverso. Via i libri e spazio al pallone. Una carriera da giocatore da invidiare, prima Benfica e poi lo Sporting, la squadra che ha sempre tifato. Moggi lo segue e lo porta alla Juventus alla corte di Lippi. Sousa dimostra di essere un ottimo mediano, un mastino tutto fosforo e classe. Con la maglia bianconera vince un campionato, una coppa Italia, una Supercoppa italiana e una Champions League. La coppa dalle grandi orecchie la rivince l’anno dopo con il Borussia Dortmund proprio ai danni della Juventus. Poi il ritorno in Italia, all’Inter. Con i neroazzurri, però, passa più tempo in infermeria che in campo. Nel 2000 colleziona anche 8 presenze con il Parma, prima di chiudere la carriera (da calciatore) tra Panathinaikos ed Espanyol.
Da allenatore inizia come assistente alla panchina della nazionale portoghese, prima di collezionare 3 esperienze in Premier League tra Qpr, Swansea City e Leicester City. Ma è negli ultimi 4 anni che Sousa esplode definitamente vincendo 5 trofei in 3 anni e mezzo: in Ungheria con il Videoton conquista 2 coppe di lega e 2 supercoppe. Nel 2013/14 va in Israele e vince lo scudetto con il Maccabi Tel-Aviv. L’anno dopo comincia la sua avventura al Basilea, dove al primo colpo vince lo scudetto dando 12 punti alla seconda in classifica e chiudendo la stagione con 24 vittorie, 6 pareggi e 6 sconfitte.
Rispetto a Montella che preferiva un gioco fondato sul possesso palla, Paulo Sousa adotta uno stile che prevede di aspettare, applicando un pressing forsennato ed alto per poter recuperare il pallone e ripartire in contropiede. Il 4-3-3 è il modulo che predilige. Il pragmatismo la chiave del suo gioco. Firenze deve prepararsi ad un cambio totale: Paulo Sousa sarà il nuovo condottiero.