Sandro Mencucci è stato un grande protagonista della storia della Fiorentina, adesso lascia dopo 17 anni. Interessante intervista de ‘La Gazzetta dello Sport’, si parla anche del futuro dell’attaccante Chiesa: “nel 2002 non esisteva nulla. Avevamo preso Quagliarella: garantii io il deposito cauzionale per l’affitto di casa sua. Nel 2013 sono stato chiuso otto giorni con dieci avvocati per l’affare Mario Gomez. In mezzo sponsor, marketing, gestione prima squadra e ragazzi».
L’ultima firma è stata un via libera sul contratto di Chiesa?
«Non esiste alcun vincolo. Chiesa è un asset che è stato incluso nella vendita. Decideranno la nuova proprietà e il giocatore, che non ha nemmeno un agente ma una famiglia serissima che lo assiste in tutto».
Altre eredità lasciate a Commisso?
«La Fiorentina è una macchina perfetta. Siamo arrivati in Champions partendo da zero. Ma il lavoro dei nuovi sarà altrettanto duro: spostare l’asta sempre più in alto. Per competere devi essere doppiamente bravo: a livello tecnico e nei conti. I Della Valle ci sono riusciti con passione e spirito imprenditoriale, Andrea ha una sensibilità superiore alla media, ha sofferto da tifoso. Commisso si è affidato ai suoi uomini e da businessman lo capisco. Mi dispiace ma è comprensibile e a Rocco e alla nuova Fiorentina auguro, da ex a.d. ma soprattutto da tifoso viola, tutti i migliori successi possibili».
Tra quelli della precedente gestione c’è l’aver creato la prima squadra femminile tra i club di A. Dove nasce l’idea?
«Avevamo un rapporto con l’ACF Firenze, vedevo ragazze professioniste nell’animo impegnarsi per una squadra che non aveva strutture ed era costretta a spostamenti disgraziati. Ebbi l’idea di farla nostra e svilupparla. Per primi abbiamo investito nel settore e ci sarà un calcio femminile pre e post Fiorentina dei Della Valle. Ci ridevano in faccia, oggi ci emulano. Il successo mondiale è straordinario e va alimentato per aumentare il numero di tesserate. E va creato un sistema per farne delle professioniste vere».
La Fiorentina è stata tra i primi club a sviluppare nuovi progetti in America, perché?
«Abbiamo impegnato i nostri allenatori per seguire oltre 250mila bambini. Se vogliamo farne dei grandi giocatori occorrono prima bravi tecnici. Commisso e i suoi Cosmos potranno creare un lavoro di collegamento. Il brand Firenze e Fiorentina in America darà un’ulteriore spinta in tutti i settori, non solo quello sportivo».
Ha creato anche una Fondazione benefica interna al club. Funziona?
«Abbiamo tantissimi progetti e la maggior parte dei giocatori donando parte dello stipendio ci aiutano a sostenerli. Chiesa è uno di loro».
Ha partecipato anche a 17 anni di assemblea di Lega.
«All’inizio c’erano uomini di sport, poi sono subentrati molti amministratori che cercano di ottenere più vantaggi economici possibili. La Fiorentina ha sempre avuto le sue idee, totalmente autonome. Non siamo mai stati schiavi né oppressori, magari siamo stati considerati scomodi».
Un errore fu anche lasciare incompleto il contratto di Salah, che così poté liberarsi gratuitamente dalla Fiorentina.
«Salah arrivò dal Chelsea nell’affare Cuadrado. Era uno sconosciuto ma con le idee chiare: “Non sono un pacco postale, a fine stagione deciderò io il mio futuro”. Certo che noi avevamo il diritto d’acquisto, al contratto non mancava assolutamente nulla. Ma per trasformare un accordo di prestito in un accordo a titolo definitivo serve l’ok del giocatore e lui lo negò. L’errore fu non convocarlo prima di fine stagione con la promessa di un ingaggio top e prospettive solide».