Fiorentina, Prandelli a cuore aperto. E offre consigli a Paulo Sousa

Cesare Prandelli parla della sua esperienza alla Fiorentina e del suo rapporto coi Della Valle. Poi loda l'operato di Paulo Sousa

Ha guidato la Fiorentina dal 2005 al 2010 ed è rimasto molto legato alla città e ai tifosi. Cesare Prandelli torna a parlare della sua esperienza in viola e del suo rapporto con la società e con Giuseppe Rossi ai microfoni di ‘Corriere Fiorentino’. “Quando hai un rapporto così straordinario con la gente, il giudizio di qualcuno può cambiare”, dice l’ex allenatore riguardo i Della Valle.

“Se si tratta di gelosia? Forse sì, posso dire che Diego l’ho rivisto per la finale di Coppa Italia della Fiorentina a Roma e che lui mi invitò a ceno. Invito che poi è caduto nel nulla”, racconta Prandelli. “Se l’ho più risentito? No, per carità. Con Andrea ci ho parlato l’ultima volta che ci ho parlato è stato nel 2012. E successe una cosa che non ho mai raccontato: gli consigliai di prendere Giuseppe Rossi, nonostante fosse già infortunato. Per me è una ferita aperta, ma la mia stima per Pepito è sempre stata enorme. Se lui si mette in testa di poter diventare l’uomo decisivo degli ultimi 20-30 minuti, può essere ancora fondamentale per la Fiorentina”.

Prandelli torna indietro con la mente e fa un paragone con la situazione vissuta con Paulo Sousa. “Ricordo il mio ultimo anno, eravamo in Champions contro il Bayern, in semifinale di Coppa Italia e quarti in campionato: chiesi due acquisti per provare a vincere, ma la società fece altre scelte”, ricorda. “Una cosa simile mi pare sia accaduta anche questa volta: i conflitti interni si sono trasformati in confronti, con l’allenatore che si è sentito solo e la squadra che ha cominciato a rendere meno. Il presidente ha detto che di aver accontentato Sousa all’80%, ma credetemi, non c’è niente di più sbagliato. Perché dopo quelle dichiarazioni lo spogliatoio comincia a chiedersi chi fa parte di quel 20%”.

Paulo Sousa ha fatto molto bene, è un vincente e arriverà al top entro pochi anni. In Italia, però, arriva un certo punto del campionato dove devi cambiare: perché qui ti studiano e ti conoscono in fretta e se non hai le le contromosse, paghi dazio”, spiega Prandelli dall’alto della sua esperienza. Un ritorno di Corvino? Sarebbe una bella idea, ma solo se si punta sui giovani. Perché la mia impressione è che certi giocatori che ci sono adesso, con lui non sarebbero arrivati. I miei problemi con Pantaleo? Spesso ci mettevano contro, ma io non sono mai stato invidioso di nessuno”.