Alessandro Florenzi giocatore della Lazio: sembra incredibile e quasi impossibile da pensare, eppure è lo stesso esterno giallorosso a dire che poteva essere una realtà. In un’intervista rilasciata al sito ufficiale della Roma, Florenzi ha svelato alcuni particolari del suo passato: “Quando avevo nove anni sono andato a giocare nella Lodigiani, in quella che al tempo era considerata la terza squadra della capitale, visto che militava nell’allora serie C.
Dopo due anni lì mi sono trovato nella situazione di dover scegliere tra Roma e Lazio, che mi volevano entrambe. Io mi sono convinto quando sono andato con mio padre a Trigoria e lì ho incontrato Bruno Conti, il responsabile del settore giovanile del club. Non mi ricordo bene cosa ci dicemmo, ma mi bastò la sua presenza e la sua accoglienza per farmi scegliere i colori giallorossi”.
Anche se un amico provò a fargli cambiare idea: “Si chiamava Alessandro e veniva a scuola con me alle elementari, ci ha provato a farmi diventare della Lazio. Io ero stato ‘instradato’ bene da mio padre, lui però stando a scuola insieme a me tutti i giorni ha tentato di convertirmi. È stato anche bravo nel suo pressing, ma alla fine ho resistito e sono rimasto della Roma.
Da piccolo ricordo che imitavo Totti, tra i bambini era il più gettonato, ma a me piaceva molto anche Fabregas. Durante la stagione 2002/2003 ho avuto la fortuna di fare il raccattapalle allo stadio Olimpico. Uno dei primi che ho visto da vicino è stato proprio il capitano. Mi ricordo che mi sembrava grande fisicamente, mi metteva in soggezione, anche se poi è bastata una sua battuta e un suo saluto per mettermi a mio agio”. Sul primo incontro con De Rossi racconta: Invece la prima volta che ho incontrato De Rossi non è stato a Trigoria, ma al mare. Ero ad Ostia, dove lui è nato e viveva: era con il padre, Alberto, che allenava la Primavera del club e che mi conosceva perché mi aveva chiamato per partecipare a qualche seduta di lavoro con lui. Così ci salutammo e parlammo un po’. Poi qualche anno dopo me lo sono ritrovato come compagno di squadra”.
Da romanista vero, il debutto in prima squadra non lo ha dimenticato: “Me lo ricordo benissimo. Era maggio del 2011, Roma-Sampdoria all’Olimpico. Ero teso, ma Totti mi ha reso la cosa semplice, gli è bastato un sorriso per farmi stare più tranquillo. La mia presenza sul campo è durata poco, dato che erano gli ultimi tre minuti di gara, ma devo dire che è stata una grande emozione. Avere a fianco Totti e De Rossi è stato fondamentale. Mi hanno aiutato in tutto e per tutto. Mi hanno supportato e consigliato dalla A alla Z. Partendo dagli atteggiamenti da tenere in squadra e in un ambiente come quello della nostra città. A volte mi hanno preso in disparte e con una parola o un’occhiata mi hanno fatto capire se stavo facendo una cosa buona o no. Francesco non ti insegna le cose, ma ti ispira. Daniele è un esempio sia per l’atteggiamento in campo che per l’intelligenza tattica”.