Francesca Brienza in difesa di Ilary Blasi: “uomini, accettate la realtà”

Dopo la gogna mediatica che ha condannato Ilary Blasi, 'rea' di aver parlato della situazione del marito alla Roma, è intervenuta Francesca Brienza

Dopo le parole di Ilary Blasi riportate in maniera un po’ troppo strumentale sulla prima pagina della ‘Gazzetta dello Sport’ ci si ritrova a far fronte, come sempre quando una donna parla di calcio in maniera forte e decisa, a commenti ‘poco galanti’. La showgirl e moglie di Francesco Totti ha dato la sua opinione sul momento della Roma e sul rapporto del numero 10 giallorosso con Luciano Spalletti.

Dopo essere stata fortemente attaccata è corsa in suo aiuto un’altra donna da sempre molto vicina all’ambiente giallorosso, giornalista e compagna dell’ex tecnico romanista Rudi Garcia, Francesca Brienza, che sul proprio profilo Facebook ha pubblicato una lunga e importante riflessione.

“Ci risiamo col ‘sessismo sfrenato’.
Lo sport più diffuso d’Italia non è il calcio, ma il lancio del fango. Addosso.
Quando a parlare, ma tante volte anche a sparlare, di calcio sono gli uomini tutto va bene. Quando a dire la propria, a prescindere dai contenuti, è una donna allora parte la sagra dei “non ci capisce niente”, “doveva stare zitta”, “pensasse a fare la mamma” o ancora “il suo compito è strisciare la carta di credito” ma non continuo per non dare troppa rilevanza a certe becere considerazioni.
Solo mi domando: dove siete rimasti intrappolati? Non in quest’epoca di sicuro.
Nel 2016 ancora c’è chi insulta le donne che esprimono opinioni sul calcio (magari le stesse che hanno pensato anche tanti uomini!!) e che Dio le salvi se poi sono anche le mogli/ compagne/ sorelle o della famiglia o semplicemente amiche di un calciatore.
La cosa non dovrebbe stupirmi più di tanto visto che nella grattugia mediatica dei commenti, i giornali sportivi ci hanno fatto passare più di una volta anche me, seppur nel mio caso non c’è mai stata una dichiarazione o intervista come questa di Ilary bensì solo articoli scritti su cose sentite dire, o peggio, riportate (non ho mai ricevuto una chiamata per sapere se era vero quel che stavano per scrivere) ma qui si toccano limiti storici, sul serio. Uscite da questa maledizione mentale e accettate la realtà: le donne lavorano nel calcio, le donne giocano a calcio, le donne POSSONO PARLARE di calcio!”.