Frosinone, tiene banco il “caso” balconi. E c’è chi avrebbe chiesto soldi per l’accesso

A Frosinone non si placano le polemiche sul "caso" dei palazzi vicini allo stadio "Matusa", trasformati per un giorno in vere e proprie tribune. E ci sarebbe anche qualcuno che avrebbe chiesto soldi per l'accesso

I balconi e le terrazze dei palazzi vicini allo stadio “Matusa” di Frosisone, per un giorno, si sono trasformati in una vera e propria tribuna. Tante, infatti, sono state le persone che, in occasione della sfida contro la Roma, affacciandosi dai palazzi situati tra piazza Caduti di via Fani e via Gobetti, hanno assistito all’attesissimo match, conclusosi poi con la vittoria della squadra di Rudi Garcia. Un autentico “caso”, dunque, proseguito anche dopo la partita, con il questore Filippo Santarelli costretto ad emanare un avvertimento ai proprietari degli appartamenti incriminati e agli amministratori di condominio perchè limitino il numero di persone sui balconi al fine di evitare eventuali tragedie.

Si provvederà alla diffida nei confronti degli amministratori degli stabili per evitare che la calca di spettatori possa mettere a rischio l’incolumità pubblica dovuta a possibili cedimenti strutturali“, aveva affermato il questore. La risposta di alcuni cittadini, però, non si è fatta attendere, al punto che su alcuni balconi sono comparsi anche striscioni di protesta con su scritto: “Meglio la partita dal balcone che la vostra repressione”.

Eppure c’è chi, come Giuseppe di Fabio, titolare di uno degli appartamenti all’ultimo piano, ha condiviso la proposta del questore: “Sabato nel palazzo sono entrati degli sconosciuti e si sono piazzati sul terrazzo condominiale – ha raccontato alla ‘Gazzetta dello Sport’ – Qualcuno ha pure scavalcato un cornicione. Ha ragione il Questore. Magari limitasse davvero l’accesso al mio balcone, sapesse a quanta gente tra amici e parenti non posso dire di no. Almeno così ho la scusa giusta…“.

A fargli eco anche l’avvocato Sebastiano Fratarcangeli,   inquilino in uno dei palazzi in questione. “Il portone era aperto, saranno entrate tra le 150 e le 200 persone. Nessun romanista, tutte persone locali. Da 20 anni abito qui, mai come sabato scorso è stato davvero fastidioso“.

Ecco le foto che abbiamo scattato – ha spiegato, poi, in questore – C’è gente sulle pensiline, su solai con ringhiere basse. Su questo balcone ho contato 32 persone. Lo so benissimo che non posso vietare l’accesso ai privati. Ho solo invitato al buon senso. La parola ‘diffida’? Tornando indietro non lo rifarei, parlerei piuttosto di ‘forte invito’. Ma ero adirato, perché con gli amministratori di quei tre palazzi avevo già parlato dopo la gara-promozione della scorsa stagione, quella giocata contro il Crotone. E da allora non è cambiato nulla. Anzi, da quei balconi sabato scorso sono pure partiti cori contro i tifosi della Roma, che hanno poi immediatamente replicato. Una miccia, per fortuna l’incendio non è poi scoppiato“.

Ieri ho convocato gli amministratori degli immobili in questione – ha proseguito il rappresentante delle forze dell’ordine – e i sei proprietari degli ultimi piani per ribadire la questione. Tutti sono tenuti a comportarsi secondo le norme civili. Basta usare un lucchetto per poter chiudere quelle terrazze. Non credo che lei ora possa trovarle aperte“.

Il signor Fiorini, però, tra gli amministratori del condominio, si difendono: “Le chiavi sono già in possesso dei rispettivi proprietari. Ho fatto pure un’assemblea al riguardo circa un mese fa, non capisco perché gli stessi non chiudano“.

C’è, però, di più: pare, infatti, che qualche proprietario avrebbe addirittura chiesto dei soldi per consentire l’accesso al proprio balcone a chi voleva vedere la partita. “Su questo indagheremo“, ha concluso il questore.