“Sarebbe bello confermarci nella parte sinistra della classifica”. Alla vigilia dell’ultima di campionato in programma domani al Ferraris contro l’Atalanta, Gian Piero Gasperini fissa l’obiettivo, anche se per centrarlo serva una vittoria e il ko interno del Chievo con il Bologna. C’e’ entusiasmo prima degli ultimi ’90, il 3-0 nel derby con la Sampdoria non e’ facile da dimenticare. “E’ stata una stagione bellissima e dispiace che non vada avanti. Al di la’ della permanenza in Serie A, il successo piu’ grande e’ stato ricompattare l’ambiente. Non era piu’ lo stesso e lo dissi tre anni fa – dice Gasperini -. Anche certe dichiarazioni sono state funzionali ad aprire l’argomento e creare un gruppo di discussione. Quando il Genoa e’ unito e’ piu’ forte. Giocare a Marassi in un ambiente cosi’ caldo e’ tornato a essere cio’ che ricordavo. I protagonisti principali sono i giocatori. Ai tifosi va riconosciuto di essere stati molto importanti in tutti questi mesi”. Non e’ ancora tempo di definire il futuro. “Ieri il presidente ha parlato ed e’ stato chiarissimo. Abbiamo un importante obiettivo da centrare, siamo attesi da una gara che conta e dobbiamo dimenticare i festeggiamenti che si sono prolungati in settimana. Alla festa penseremo alla fine. L’invito ai tifosi e’ di godersi il presente e i risultati. Dovremo stare molto attenti contro una buona squadra come l’Atalanta. Mi piacerebbe vedere in campo la stessa foga degli incontri con Roma e Sampdoria. Giochiamo per il risultato, non per fare vetrina”.
Nel finale di stagione il Genoa ha messo in mostra una condizione atletica invidiabile. “Questo e’ un grande merito ascrivibile alla professionalita’ dei preparatori e alla credibilita’ che il nostro staff si e’ costruito tra i giocatori. Sono stati bravissimi, stavolta si sono superati – l’elogio di Gasperini -. In rosa avevamo diversi elementi da ricostruire e reduci da annate problematiche per gli infortuni. L’elenco e’ lungo. I parametri attuali relativi alle prestazioni di giocatori come Pavoletti, per esempio, indicano che sono superiori a quelli registrati in tutti i 18 mesi della sua permanenza con noi. Significa che sta e stiamo bene. Se venisse convocato in nazionale sarebbe un successo per tutti. E se il ct Conte lo chiamasse tra i trenta, poi Leonardo lo potra’ convincere”. (ITALPRESS)