Genoa, la carica di Niang: una grande ed inaspettata risorsa

Niang ha deciso con una strepitosa doppietta la partita Genoa-Verona

Panchinaro e basta al Milan, stella al Genoa, dopo appena quattro presenze in rossoblu. E’ la storia di M’Baye Niang cresciuto nel Milan, quel Milan che non ha mai creduto fino in fondo a questo attaccante filiforme che sa fare tutto: correre, lottare, segnare. Gli è bastato sentire la fiducia intorno per dimostrare quanto è bravo e ieri sono arrivate anche le prime reti in A. Merito del duo Preziosi-Gasperini che in lui hanno sempre creduto, anche nell’estate scorsa, quando è stato a lungo corteggiato. Ma si sa, gli amori hanno i loro tempi e quello per Niang e il Genoa è scoppiato a gennaio (prestito secco), dopo che il club aveva spedito Pinilla all’Atalanta e Matri alla Juve. “Sono orgoglioso di questa squadra”: un tweet lanciato nella serata di ieri e accompagnato dalla foto dei festeggiamenti al momento del gol da parte dei compagni è la sintesi della domenica di Niang, 20 anni compiuti nel dicembre scorso e 252 minuti in maglia rossoblu. Doveva far numero all’ombra del ‘Borriello ter’, ma ora questo ragazzone sta sovvertendo le gerarchie e si è guadagnato la fiducia della squadra. Dopo un esordio difficile a Napoli, Niang ha dimostrato di essersi inserito al meglio già dalla sfida successiva contro la Fiorentina, per diventare fondamentale nelle gare con Lazio e Verona. E’ sua l’azione che ha portato Marchetti a causare il rigore della vittoria segnato poi da Perotti, raccogliendo un assist di Bertolacci e sue sono due delle cinque reti segnate contro la squadra di Mandorlini. Due gol diversi tra loro: semplice il primo quando ha appoggiato in rete in area piccola un perfetto assist di Falque. Ben più difficile il secondo concludendo con un colpo di testa in torsione un triangolo con Edenilson e indirizzando il pallone sotto l’incrocio dei pali più lontano. Due reti che rappresentano anche un record per un giocatore che nelle precedenti 37 partite in serie A non aveva ancora segnato e che il Milan aveva già ceduto in prestito al Montpellier proprio per questa sua difficoltà a inquadrare la porta. “Qui sento la fiducia di tutti, il mister mi fa lavorare tanto davanti alla porta. Anche a fare i gol di testa. Cerco sempre di migliorarmi” ha detto l’attaccante francese. E a dimostrare che al Genoa è nata una stella c’è quella standing ovation che gli ha tributato all’uscita dal campo il popolo rossoblu. Gente che di centravanti se ne intende: le imprese di Diego Milito le hanno ancora negli occhi.