Germania: Klose punta al record di Ronaldo, ma sopratutto al titolo!

La Germania del ct Joachim Loew “è matura per conquistare il titolo”. A meno di due settimane dal via dei Mondiali, Miroslav Klose esce allo scoperto e indica il traguardo da tagliare in Brasile. L’attaccante della Lazio, intervistato dal magazine della Fifa, non si nasconde e sottolinea come la squadra tedesca sia “certamente tra le principali favorite e, se possibile, vogliamo alzare il trofeo”. Gli avversari da superare nel girone saranno Portogallo, Ghana e Stati Uniti: “Ma siamo la Germania, e la nostra tradizione fa sì che vogliamo sempre raggiungere l’obiettivo massimo”. Per Miro, poi, la rassegna iridata sarà anche l’occasione per centrare un obiettivo a livello personale. Segnando due reti, infatti, passerebbe alla storia come il più grande marcatore dei Mondiali. Al momento la classifica lo vede a quota 14, uno in meno di Ronaldo. “Lo so che nella mia vita da attaccante tutto è misurato dal numero di gol. Da fuori, può sembrare che per me l’unica cosa importante è fare gol e superare un record prestigioso come quello di Ronaldo. Ma quelli più interessati a questa cosa sono gli statistici – prova a minimizzare Klose – Ho imparato a non lasciare che tutti i miei pensieri gravitino attorno ai gol. E quando non ci pensi, arrivano quasi da soli”. All’inizio della carriera però l’approccio era diverso. “Prima guardavo tutti i miei gol. Oggi sono più distaccato – ammette – Mi viene chiesto di continuo quale è stato il gol più bello. Ne ho fatti molti belli, ma non posso citarne uno in particolare perché ogni volta c’erano diversi contesti emotivi”. Klose ha segnato ben 68 reti in 131 partite con la maglia della nazionale tedesca, e nel settembre dello scorso anno ha battuto il record che sembrava insormontabile di Gerd Mueller. La storia di Klose, d’altronde, è un po’ quella di un predestinato. Sua madre Barbara era un’importante giocatrice della nazionale polacca di pallamano, mentre il padre Josef giocava in attacco per l’Auxerre, in Francia. Due sportivi che, oltre alle rispettive passioni, esercitavano anche normali professioni. Grazie al loro esempio, Miro ha quindi imparato che nella vita viene sempre prima il dovere. “I miei genitori mi hanno permesso di vivere il mio sogno di perseguire una carriera nel calcio solo quando ho completato un corso professionale” rivela. E infatti da ragazzo Klose è stato più carpentiere che giocatore tanto che, dai 17 ai 21 anni, ha trascorso più tempo in officina che in campo. “Ho trascorso i miei anni di apprendistato con chi ha bisogno di lavorare duro ogni giorno per guadagnarsi da vivere – ricorda – A quel tempo, ho imparato che ci sono cose più importanti nella vita che fare gol. Ma ho anche capito che era molto più divertente rincorrere i gol. E’ stata una straordinaria motivazione per me”. Che lo ha portato a bruciare le tappe. Klose, aggiunge il magazine ‘Fifa Weekly’, trascorre una vita riservata a Roma assieme alla moglie Sylwia e ai figli gemelli di nove anni, che già seguono le orme del padre: “Luan gioca in attacco mentre Noah è centrocampista”. Ed è proprio a causa dei figli che ha smesso di esultare con un salto mortale dopo i gol. “Ho deciso di smettere quando Noah ha cercato di imitarmi davanti alla tv e ha finito per farsi male – confessa – Ho capito che non potevo continuare perché altrimenti poteva capitare qualcosa di peggio a casa. Come esulterei se dovessi segnare il gol che mi permetterebbe di agganciare Ronaldo? A volte agiamo d’istinto, senza pensare a niente” conclude sorridendo.