Il Leicester è a un passo da uno storico titolo in Premier League. La squadra di Claudio Ranieri però si trova ad affrontare un periodo difficile, proprio nel momento decisivo della sua grande corsa e, con il suo bomber squalificato, la squadra dovrà tirare fuori quel carattere mostrato durante tutta la stagione. Ha dato la sua personale opinione Steven Gerrard, ex Liverpool, che tante volte si è trovato a lottare per vincere il titolo.
“Domenica il Leicester contro lo Swansea affronterà la partita più importante della sua storia”, spiega l’ex capitano dei Reds. “Bisognerà tenere a bada i nervi e utilizzare tutte le risorse per evitare la rimonta del Tottenham. Ora l’impegno è fisico e psicologico, i cacciatori sono diventati prede e rischiano di perdere il campionato. Quello che è successo contro il West Ham, con la pressione del rischio, mi fa credere che la partita di domenica sia fondamentale. Tutti ne hanno parlato, aprendo alla rincorsa degli Spurs, che non aspettavano altro”.
“Ora dovranno giocare senza Vardy. Vincendo manderanno al Tottenham il messaggio che nulla farà vacillare il Leicester. Credo che una vittoria contro lo Swansea avvicinerebbe notevolmente le Foxes al titolo”, dice Gerrard. “Penso che Vardy abbia rigiocato mentalmente la partita di domenica scorsa per tutta la settimana, chiedendosi cosa avrebbe potuto fare per evitare il secondo giallo e quindi l’espulsione. Pochettino? Penso che dirà ai suoi che manca ancora tanto per mantenere alta la concentrazione”.
Gerrard, un grande campione che non ha mai vinto il campionato inglese pur andandoci molto vicino. “Non aver mai vinto la Premier da calciatore è un mio rimpianto costante, ma so esattamente come si sentono i giocatori di Leicester e Tottenham riguardo al finale di stagione. Per me è stato il periodo più bello e più brutto”, spiega riferendosi al campionato di due anni fa. “Esplodi di gioia e dolore quando pensi a quello che speri di vincere, ma siamo caduti quando eravamo vicinissimi al traguardo. Per Leicester e Tottenham c’è una pressione in più che posso capire: si dice che il primo titolo sia il più duro, ed è proprio così”.