La più che probabile cessione di Emanuele Giaccherini al Sunderland per 8 milioni di euro sta riscontrando il dispiacere della maggior parte dell’opinione pubblica. Del resto, quando viene ceduto un ragazzo umile, che ha sempre fatto il suo e che non ha mai detto una parola fuori posto nelle moltissime occasioni in cui è rimasto a guardare, vuol dire che si è perso un valore aggiunto. Se a ciò aggiungiamo la splendida Confederations Cup disputata dal centrocampista, nonostante lo scettiscimo iniziale dei più (poi convertitisi), si comprende come davvero la Juventus non debbe avere optato per la cessione di Giaccherini a cuor leggero. A maggior ragione se consideriamo quanto Conte l’abbia sempre coccolato e protetto, quando anche la maggior parte dei sostenitori bianconeri mugugnava, ingenerosamente, sul suo conto.
La questione è che nel calcio, delle volte, bisogna far prevalere la logica su tutto il resto. E la partenza di Giaccherini, tutto sommato, risponde a molte esigenze di logica. Senza usare troppi giri di parole, la Juventus aveva ed ha tuttora bisogno di vendere. E sicuramente, se avessero potuto scegliere, Marotta e Conte avrebbero preferito registrare in uscita tanti altri nomi: gente come De Ceglie, Padoin, Isla, Felipe Melo, Martinez, Quagliarella e Matri sarebbero stati ceduti ben più volentieri di Giaccherini. E tuttavia nessuno di loro ha mai scatenato gli istinti di qualche società pronta a pagare cash ed immediatamente per averli. Tante voci, ad esempio, stanno coinvolgendo Quagliarella e Matri, ma di concreto non c’è ancora nulla: magari si svilupperà qualcosa in futuro, ma per adesso tutto, fondamentalmente, rimane fermo. Idem dicasi per gli altri.
Ecco perchè la Juventus ha quasi ceduto Giaccherini: c’era l’esigenza di fare cassa e, a malincuore, si è scelto di farlo vendendo l’ex calciatore del Cesena. Che verrà pagato subito ed in moneta sonante dal Sunderland e che, probabilmente, ha spinto egli stesso per la cessione, consapevole com’è che nell’attuale centrocampo della Juventus avrebbe trovato poco spazio (proprio come lo scorso anno) e che invece al Sunderland giocherà molto di più, vendendo aumentare, esponenzialmente, le possibilità di prendere parte al Mondiale di Brasile 2014. E poi chissà, magari la Juventus ha in mente di reinvestire l’incasso per uno tra Kolarov e Diamanti: due giocatori che, ai bianconeri, servono molto più di Giaccherini. Insomma, se sacrificio sarà, pur doloroso, rientra in delle logiche di mercato ben precise: volenti o nolenti, bisogna farsene una ragione.