Giampaolo a tutto campo: da Schick ‘scoperto’ da Cassano al futuro, poi il Var e gli obiettivi

La Sampdoria viaggia a punteggio in pieno in classifica, con 6 punti conquistati in due giornate. I blucerchiati sono attesi ora dalla sfida con la Roma, in programma sabato sera alle 20.45. Ai microfoni del ‘Corriere della Sera’, il tecnico dei doriani, Marco Giampaolo, ha rilasciato una lunga intervista. Ecco le sue dichiarazioni a cominciare dall’argomento Schick:

“Può giocare in diverse posizioni della linea d’attacco, ma sempre con la porta dritta davanti a sé. Confermo: per me non è un’ala. Giocatore pazzesco, mai banale, quando calcia è sempre gol. E dire che un anno fa non se lo filava nessuno. Aveva bisogno di crescere muscolarmente, era acerbo. Ma fortissimo. Per primo se ne accorse Cassano. Un pomeriggio viene da me e mi dice: mister, questo è forte forte. Il nuovo Schick? Kownacki, il polacco. Vent’anni, diverso da Patrik ma potenzialmente fortissimo. Nel medio periodo esploderà”.

Sul futuro: Io vado dove c’è un progetto. Qui c’è. Se mi chiede dove sarò domani non glielo so dire, prima di tutto perché non m’interessa: in quanto uomo di mare, sono fatalista. E poi a 50 anni una cosa l’ho capita: ciò che è certo oggi non lo è più domani. Comunque io qua sto benone, c’è il mare e uno stadio pazzesco. A volte lì dentro succede qualcosa di metafisico. Io commissario tecnico dell’Italia? Non mi sembra corretto rispondere in questo momento perché c’è un collega che sta portando avanti un lavoro durissimo. Il mio è un punto di osservazione esterno e di rispetto perché quella del commissario tecnico è una missione. Storica, direi”. 

LaPresse/Spada
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Sul Var: “Mi piace da morire, è l’invenzione del secolo, un antidoto alla cosiddetta sudditanza psicologica e, si spera, alle polemiche. Vedo arbitri più tranquilli, meno soli, e anche la gente osserva, da casa o allo stadio, con maggior serenità. Chiaramente va calibrata, va misurata sulla lunga distanza per avere una letteratura, una casistica più ampia e completa, ma credo che anche tecnicamente possa migliorare il calcio. Si può giudicare diversamente in area, quindi aumenteranno i rigori assegnati: tutto ciò porterà le squadre, grandi e piccole, a interpretare la gara in maniera diversa, a difendere più lontano dall’area, a giocare di più. Migliorerà lo spettacolo e quindi il gioco”.

Infine Giampaolo svela gli obiettivi della sua Sampdoria: “Vogliamo creare un’idea. Noi siamo un laboratorio, io l’artigiano. La Sampdoria è la mia bottega, per questo mi piace. C’è un anno in più di lavoro, il gruppo base è rimasto. E sono molto soddisfatto dei nuovi. Ci divertiremo”.