Quattro giorni per completare la Juve. Il debutto in campionato di sabato con il Chievo è alle porte ma finora i bianconeri si sono nascosti. Complici il ribaltone in panchina di metà luglio, la lunga e dispendiosa tournée in Oriente e le amichevoli contro avversari di scarsa caratura tecnica, la squadra di Allegri non ha ancora svelato il suo vero volto e resta ancora un cantiere aperto. Il trofeo Tim non ha dato certezze, sia di modulo che di uomini. La disposizione a quattro della difesa nel nuovo 4-3-1-2, destinato a sostituire il 3-5-2 ‘contiano’, non è stata ancora assimilata a dovere; movimenti e distanze tra i reparti devono ancora essere messi a punto. In più, con tale schieramento, sono apparsi a disagio gli interpreti: gli esterni Lichtsteiner ed Evra perché in ritardo di condizione e i due centrali, Bonucci e sopratutto Ogbonna, che contro il Chievo potrebbero essere titolari. Per Allegri infatti in difesa sarà subito emergenza, viste le contemporanee assenze di Chiellini (squalificato) e Barzagli (in ripresa dopo l’infortunio). Ecco allora che si fa strada la possibilità, contro i veneti, di tornare alla linea difensiva a 3. Anche se il nuovo allenatore juventino appare intenzionato a proseguire sulla nuova strada e collaudare subito all’esordio il nuovo tema tattico.
A Vinovo si lavora senza sosta: anche oggi doppio allenamento, con i test fisici della Mapei al mattino e schemi al pomeriggio. Altro capitolo, il mercato. La rosa, già resa più profonda con gli innesti di Evra, Pereyra, Romulo, Morata e Coman, necessita di qualche ulteriore innesto. Forse non in difesa, dove prosegue l’assalto a Luisao, ma dove si potrebbe puntare comunque su Marrone. Sicuramente in attacco dove, con il neo acquisto Morata indisponibile fino a metà settembre, sono arruolabili soltanto Tevez, Llorente e Giovinco. Troppo pochi, serve un reparto con almeno cinque attaccanti. La società per questo è al lavoro su diverse piste. C’è il sogno Falcao, che potrebbe lasciare il Monaco, ma che ha un costo (è stato pagato dai monegaschi 60 milioni lo scorso anno) e un ingaggio (12 milioni a stagione) che esulano dai parametri bianconeri. Si lavora su un prestito, ma la strada è complicata. Restano in corsa il messicano Hernandez (in uscita dal Manchester United), lo svizzero Shaqiri (il Bayern Monaco chiede 20 milioni) e il tedesco Podolski, anche se nelle ultime ore la pista si è raffreddata. Ci sono stati contatti oggi tra i dirigenti bianconeri e l’Arsenal ma la richiesta degli inglesi è elevata: l’obiettivo è una cessione a titolo definitivo mentre la Juve vuole il prestito. Quattro giorni per fare la Juve, sul campo e sul mercato.