Goduria Juve, e Mughini si sfoga: “Cosa dicono adesso tutte le teste di c***o”?

Il noto opinionista televisivo attacca tutti i nemici dei bianconeri con una lettera scritta a Dagospia

La finale conquistata pochi giorni fa dalla Juventus ha fatto partire tantissimi elogi nei confronti della squadra bianconera, ma i tifosi non dimenticano il passato e neanche gli uomini che in passato si erano scagliati contro i bianconeri: Giampiero Mughini, opinionista televisivo e grande tifoso della vecchia signora, ha attaccato, con una lettera inviata a Dagospia, molti dei detrattori della squadra torinese, tra tutti Francesco Totti, il giornalista Paolo Ziliani e Guido Rossi.
Scrive Mughini: “Un ottimo giornalista come Paolo Ziliani e un eroe del calcio come Francesco Totti, il quale pochi mesi fa aveva detto che giocare a calcio in Italia è perfettamente inutile perché il risultato è stato già acclarato da eventuali logge giudeo-massoniche.E Guido Rossi che era stato nel Consiglio di amministrazione dell’Inter e a cui vennero dati i pieni poteri di che cambiare i magistrati sportivi che avrebbero condannato la Juve alla serie B”.

Il giornalista ne ha per tutti compresi giornalisti e addetti ai lavori, rei a suo dire, di non aver difeso Moggi e Giraudo: “Quegli stessi commentatori che oggi alzano un coro di laudi a favore della Juve di Massimiliano Allegri, ma che nel 2006 non pensarono nemmeno a sussurrare la verità palmare che il duo Moggi – Giraudo era stato il miglior gruppo dirigente che avesse mai retto una squadra di calcio in Italia. I giornalisti, che all’epoca non espressero il minimo dubbio sul fatto che la JuveI due scudetti li avesse vinti sul campo e non per un armeggiare delle schede telefoniche apprestate da Luciano Moggi. O non scrissero che “Calciopoli non ci sarebbe stata, o non sarebbe stata a quel modo unicamente anti-juventino, se fosse stato vivo uno dei fratelli Agnelli”.

All’epoca dello scandalo calciopoli, un ministro chiese le dimissioni di Marcello Lippi dalla guida della Nazionale e la revoca della fascia di Fabio Cannavaro, e Mughini non dimentica nemmeno questo:  “Quando un ministro avanzò l’ipotesi che al mister Marcello Lippi (che si apprestava a vincere la Coppa del Mondo) fosse tolta la guida della nazionale azzurra e a Fabio Cannavaro la fascia di capitano di quella squadra. Quando nessuno ha poi mai chiesto scusa di tutto quell’obbrobrio dopo che la storia dell’intera Juve del ciclo Moggi – Giraudo era in campo o in panchina il giorno della finale berlinese Italia – Francia del luglio 2006”.

Finale contro quei letterati che nei loro libri associavano lo stemma della Juve a qualcosa di losco: Li reputavo delle teste di cazzo. Io e solo io ho dato del cialtrone a uno di quegli scribacchini”.