Gol fantasma, Capello: “Si all’uso della tecnologia. Stadi campi da guerra, decidono gli ultrà”

“Sarebbe ora che riuscissimo a portare avanti il discorso della tecnologia, si eviterebbero tanti episodi che servono solo a far discutere ed aiutano voi giornalisti ad avere qualcosa da dire”. Fabio Capello, a L’Aquila per un evento, promuove l’uso degli strumenti moderni per evitare i cosiddetti ‘gol fantasma’ ed i fuorigioco durante le partite. Un nervo scoperto per Capello, che al Mondiale in Sudafrica (2010), quando allenava l’Inghilterra, si vide negare una rete di Lampard (contro la Germania) perché non vista dalla terna arbitrale. Tra i temi toccati dal ct della Russia anche quello della violenza: “In Italia, a differenza dell’Inghilterra, allo stadio si va alla guerra. Per questo non si portano i bambini, perché sono gli ultrà che decidono”. “Ci sono state curve di alcune squadre, la Lazio tanto per non fare nomi – ha aggiunto – che gestivano merchandising e biglietti. Gli ultrà non andavano a lavorare, ma facevano il mestiere degli ultrà”. Capello ha poi minimizzato l’importanza della sua convocazione da parte del ministro dello Sport, Vitali Mutko, seguita, secondo i media russi, all’1-1 con la Moldova, incontro valido per la qualificazione a Euro 2016: “Io e il ministro dello Sport ci vediamo sempre, perché è lui che mi ha scelto. Fa molto rumore ogni volta che succede, ma era già stato tutto previsto, non dipende da una singola partita”.