Prima che il fato li vinse, i giocatori della Chapecoense avrebbero dovuto giocare la finale di Copa Sudamericana contro l’Atletico Nacional. Quella sfida, però, non si giocò mai per colpa di una tragedia aerea che ha coinvolto la squadra brasiliana. 71 le vittime, il dolore è ancora forte ma la Chape è andata avanti.
Nella notte italiana Chapecoense-Atletico Nacional si è giocata per l’andata della Recopa Sudamericana. Tanta l’emozione prima del match. Per l’occasione l’Arena Condà si è riempita per ricordare i propri eroi. L’emozione è continua anche a fine partita, perchè la Chape ha vinto e ora non resta che giocare il ritorno, il prossimo 10 maggio.

Occhi lucidi, lacrime e un ricordo che rimarrà indelebile. Commovente il discorso di Neto, uno dei sopravvissuti: “Non aspettiamo che cada un aereo per dire ti amo, per chiedere perdono, per dare un abbraccio, per dare un bacio. Tutti i giorni avete l’opportunità di fare la differenza, di dare amore”. E dopo di lui è stato un altro sopravvissuto, Follman, a prendere la parola, ricordando che “Oggi è un giorno in cui celebriamo la vita e il calcio”.
La Chapecoense è rinata e d’ora in poi avrà dei tifosi speciali che dall’alto sosteranno la squadra verso nuovi tronfi.































