“Io credo che questo sarà il campionato più equilibrato degli ultimi 35 anni”: con questa frase, pronunciata ad Agosto negli studi di Sky, Gianluca Vialli accolse il campionato 2015/2016 che stava per prendere il via.
Forse 35 anni saranno troppi, ma il cuore del discorso è la verità più pura: finalmente in Serie A stiamo assistendo ad una competizione feroce e altalenante, come non lo era ormai da tempo a causa dello strapotere della Juventus. Con i bianconeri di Massimiliano Allegri bloccati dal passaggio generazionale, molte squadre si sono fatte sotto, nascondendo a parole i sogni di gloria, ma attrezzandosi in sede di mercato con la chiara intenzione di effettuare il colpo di stato. Roma e Napoli, principali avversarie delle ultime due stagioni (o almeno, le uniche che per un po’ ci hanno provato) sono da molti considerate le squadre favorite di quest’anno, ma anche la solida Inter di Mancini e la splendida Fiorentina di Paulo Sousa sono prepotentemente ritornate in corsa, senza dimenticare il Milan (dato per morto e sepolto fino a due settimane fa), che con la prestazioni di ieri sera e con le parole di Adriano Galliani, ha dichiarato apertamente di volere centrare il terzo posto per la qualificazione in Champions (al momento distante soli 4 punti).
Tantissimi pretendenti insomma, tutti agguerriti e preparati, ma con pochi posti disponibili: una Serie A old style, come ai tempi delle sette sorelle, quando all’inizio di ogni stagione c’erano sette possibili pretendenti per il titolo, nessuna nettamente più forte delle altre.
E’ chiaro che il livello tecnico è inferiore rispetto all’El Dorado degli anni 80-90, ma a livello mediatico, un campionato così incerto potrebbe diventare un bel veicolo anche dal punto di vista commerciale (Diritti Tv, vendita del marchio nei paesi in cui l’industria del calcio è in via di sviluppo e aaccrescimento del numero di appassionati).
L’aumento del numero dei gol (l’anno scorso la Serie A ha superato la Liga Spagnola) e l’avvento di squadre più propositive nel loro modo di giocare (Roma, Lazio, Napoli, Fiorentina, Sassuolo) potrebbe fare il resto per favorire una svolta. Sfruttare l’onda quindi, senza lasciar correre e adagiarsi sugli allori… proprio come stanno facendo le squadre in campionato.