Higuain-Sarri, addio amaro – A Napoli si prova a guardare avanti dopo l’addio di Gonzalo Higuain che ieri ha cominciato la sua nuova avventura con la maglia della Juventus. Una grande perdita per il club partenopeo che ha inciso anche sul ritiro di Dimaro. Intervistato dal ‘Corriere dello Sport’, Maurizio Sarri ha voluto cominciare a spiegare proprio la differenza tra questa estate e quella del 2015, la sua prima alla guida della compagine partenopea:
“Ma questa è persino più difficile di quella precedente. E’ stato un ritiro frastagliato, perché gli Europei hanno ritardato gli arrivi di parecchi giocatori, e dunque abbiamo lavorato a scaglioni e con molti ragazzi. E’ il prezzo che bisogna pagare a questo calcio, che prevede preliminari vari e notturne di ogni genere persino nella fase d’avvio, quando in genere è ancora tempo di mare. Devo abituarmi a queste condizioni, ma non è semplice per me“.

Il tecnico commenta poi l’addio del ‘Pipita’ con amarezza: “Mi risulta difficile soffermarmi su di lui che ho appena visto con indosso la maglia della Juventus. Ne parlo, ma non volentieri. La scelta è stata sua, perché l’offerta che gli è stata fatta da noi era in linea con ciò che poi gli è stato concesso altrove. E’ chiaro che perdiamo un giocatore determinante, il più forte centravanti al mondo, ma dal punto di vista personale resta l’amarezza: perché mi aspettavo che facesse almeno una telefonata, magari cinque minuti prima che cominciasse le visite mediche. Sono abbastanza vecchio, però, per non meravigliarmi“.
Sarri ha spiegato come si può ovviare ad un’assenza così importante: “Spalmando le responsabilità sul gioco, sul collettivo. Bisogna ovviare a quest’assenza. I fuoriclasse sono pochi: ne abbiamo perso uno, non certo la voglia di giocare come piace a noi“.
Molti tifosi si sentono ‘traditi’ dal comportamento di Higuain: “Quando va via un calciatore di questo livello, è normale che si registri il malcontento. Ma la stragrande maggioranza dei tifosi sono già oltre. Io ho colto grande entusiasmo intorno a noi e simpatia, forte, ad esempio, per Gabbiadini. La gente ci sta aiutando e certo noi abbiamo fatto l’impossibile, perché nel nostro ritiro ci sono sempre state le porte aperte. E’ straordinario, ma anche faticoso, e non a caso alcuni club preferiscono fare sedute riservate o andare all’estero. Spero che questo venga apprezzato“.
Oltre alla piazza anche i giocatori sono rimasti feriti per il comportamento del ‘Pipita’: “Anche i ragazzi si aspettavano un saluto. Non mi risulta ci sia stato. E però tra calciatori queste scelte vengono assorbite più facilmente. Certo, un pizzico di sconcerto lo registri, ma poi c’è il campo che aiuta a dimenticare“.
Con gli acquisti messi a segno, la Juventus si conferma la favorita per lo Scudetto: “Siamo al cospetto di una squadra che da cinque anni vince lo scudetto e questo è un dato inquietante per il movimento calcistico italiano, perché rende il prodotto meno appetibile. Hanno grosse responsabilità anche loro, perché c’è sempre il campo che deve dare il proprio responso. Chi sta alle spalle sa di non dover illudere, ma di credere in se stesso: perché anche i favoriti possono sbagliare“.
Il Napoli comunque è considerata la seconda forza del campionato: “Non ci penso, non lo so ma mi sembra inesatto. La Roma nel girone di ritorno ha fatto meglio di noi; la Fiorentina se ritrova la continuità del girone d’andata ha un impianto di gioco notevole; l’Inter è già attrezzata e sono curioso di vedere il Milan. E mi sarebbe tanto piaciuto vedere Bielsa, se ne sarebbe tratto giovamento dal suo arrivo. Ma è un errore sentirsi i favoriti alle spalle della Juventus“.

Per Sarri la corsa scudetto sulla carta è segnata, ma poi c’è il campo: “Sulla carta, sì. Però ci saranno trentotto partite e posso assicurarvi che loro ne avranno una difficilissima, quasi proibitiva, il 2 aprile allo stadio San Paolo“.
Sarri infine non mette la firma ad una classifica come quella dell’anno scorso: “Io non firmo un bel niente. Abbiamo chiuso lo scorso campionato con un più sette in media inglese; la Juventus ne ha vinte 28 nelle ultime 30. Reggere era quasi impossibile e non abbiamo niente da farci perdonare. Però si riparte da zero ed io non le firmo nulla“.