A tutto Higuain: l’ambiente Juventus, l’idolo, il Pallone d’Oro e una frecciata a De Laurentiis

Gonzalo Higuain si è raccontato a tutto campo ai microfoni di 'Tuttosport': il 'Pipita' ha toccato molti argomenti legati alla Juve e alla sua carriera

Gonzalo Higuain non sta tradendo le aspettative. Il ‘Pipita’ sta dimostrando che i 90 milioni spesi dalla Juventus per ‘rubarlo’ al Napoli sono stati ben investiti. L’attaccante argentino sta ripagando la fiducia della società a suon di goal, anche perchè Gonzalo ha capito che nel club bianconero ‘vincere non è importante ma è l’unica cosa che conta’:

La voglia di vincere che c’è a Madrid è praticamente uguale a quella di Torino: nel Real Madrid e nella Juventus si lotta per arrivare in fondo a ogni competizione” – si legge nelle pagine di TuttosportEntrambi i pubblici sono esigenti e carini. Io sono arrivato qui per festeggiare tante coppe e la Juventus è nata per vincere, lo dice la storia. E’ l’unica cosa che conta e ti preparano per quello, ti trasformano in una macchina da guerra. Tra Torino e Madrid cambia magari il modo di giocare, ma la mentalità è la stessa, devi vincere tutto. A me continua a colpire il modo di allenarsi e la fame che continuano ad avere giocatori che vincono lo scudetto da 5 anni di fila. Quando vedi gente così ti viene ancora più voglia di lottare per raggiungere gli obiettivi. Nella mia carriera sono sempre stato abituato a giocare con compagni d’élite: allenarsi ogni giorno con Buffon, Chiellini, Bonucci,Barzagli e gli altri difensori è una bella prova. Confrontarti con i più forti ti migliora. Chiellini è il più aggressivo e la BBC è la difesa preferita di mio padre, che era difensore”.

Higuain (LaPresse/Fabio Ferrari)
Higuain (LaPresse/Fabio Ferrari)

Parlando del Porto, prossimo rivale in Champions League, Higuain ha dichiarato: “Il Porto è una squadra che conosco, l’ho affrontata in Europa League con il Napoli e diverse volte in amichevole. Sono tosti ma tutto dipenderà dall’approccio che avremo: adesso iniziano gli ottavi, la parte vera della Champions. Dobbiamo stare tranquilli ma allo stesso tempo essere consapevoli che è una competizione che la Juventus vuole vincere: speriamo sia l’anno buono”.

Il ‘Pipita’ è tornato anche sulla decisione di lasciare il Napoli: “Quando mio fratello mi ha detto che mi voleva la Juventus sono rimasto tranquillo, sereno. I dirigenti bianconeri sono stati molto decisi fin dal primo giorno che abbiamo parlato del possibile passaggio. Venire qui e lasciare Napoli non è stato facile, ma sapevo che era la scelta migliore per me. La Juventus è una squadra top e può prendere i migliori, anche se dipende sempre tutto dalla volontà delle società e dei giocatori”.

Sul futuro di Dybala: “Non sono un amico pressante e invadente. Paulo lo vedo sereno, non è disturbato dalla situazione e non mi ha chiesto nulla. Per tutta la vita nella Juventus? E’ giovane, ha 23 anni, dipenderà dalla volontà sua e della società. Adesso il suo unico pensiero deve essere quello di lavorare per diventare un campione e restare a lungo ad alti livelli e ce la farà, ne sono sicuro. Ha la qualità e la testa, ma a voltequando sei giovane è difficile: è accaduto anche a me a Madrid. La cosa importante è rimanere equilibrati. A darmi questi consigli fu mio fratello Federico che gioca in MLS: a lui non sono mai interessati né critiche, né elogi. E’ stato fondamentale pure mio padre e la mia famiglia e devo ringraziare Raul e Van Nistrerlooy: quando arrivai a Madrid avevo 18 anni e loro mi aiutarono parecchio a crescere. Quando arrivai a Madrid inizialmente sarei dovuto andare al Castilla, la squadra B del Real, ma dopo due allenamenti Capello mi disse: ‘Resti con noi’ “.

Higuain (LaPresse/Daniele Badolato)
Higuain (LaPresse/Daniele Badolato)

Sul suo futuro, invece Higuain afferma: “Non so se la Juventus sarà la mia ultima squadra europea. Sono arrivato da appena sei mesi e ho un contratto di 5 anni. La mia testa sta qui. Quando finirà il mio contratto con la Juventus avrò 32 anni e non sarà la fine della mia carriera. Vediamo, non lo so”.

Rapporto con il gol: “E’ una emozione bellissima, soprattutto quando ti porta a una vittoria o a un trofeo. Io li sfrutto tutti allo stesso modo, però, ovviamente, una rete che ti fa vincere la partita è più bella. Sul momento c’è tanta adrenalina, poi si continua a giocare. Segnare 30 gol? Me lo auguro. Sono arrivato a 15, sto bene e sono in crescita. Modello? Guardo i video di Ronaldo, il brasiliano. Ho iniziato da ragazzino e lo faccio tutt’ora qualche volta: nel mio ruolo è stato il più forte della storia. Di lui osservo velocità di esecuzione e ogni tipo di movimento. Ho avuto anche la fortuna di giocare insieme a Ronaldo per un mese nel Real Madrid, prima che lui si trasferisse al Milan. E’ il mio idolo e lo studio”.

Sui 90 milioni spesi dalla Juventus, il ‘Pipita’ ribadisce: “Voglio ripagare la fiducia del club. In questi sei mesi il bilancio è positivo. Siamo primi in classifica, avanti in Coppa Italia, agli ottavi di Champions. Speriamo di continuare così e di conquistare titoli. Pallone d’oro? Sinceramente non ci penso. Dipende dalla stagione che si fa e se arriva questo premio bene, ma io preferisco vincere con la Juventus. Se poi si può prendere entrambi, tanto meglio”.

LaPresse/Spada
LaPresse/Spada

Il 2 aprile sarà una giornata speciale: “Sarà emozionante, a Napoli ho vissuto tre anni meravigliosi e sarò sempre grato alla gente. Con Sarri e la squadra mi sono lasciato bene. Con molti ex compagni sono ancora in contatto, con il presidente no”.

Infine Higuain parla dei sacrifici fatti per diventare calciatore: “Alle persone vorrei dire che siamo uguali, io semplicemente ho realizzato il mio sogno che era quello di diventare calciatore. Per riuscirci mi sono impegnato tantissimo e continuo a farlo. Tutti pensano che sia sempre bello e facile diventare calciatore. Io a 9-10 anni prendevo 3-4 autobus e mia mamma si alzava alle 6 del mattino per me. Ho rinunciato ai compleanni con gli amici e a tantissime esperienze. Tutte cose a cui magari altri che sognavano di diventare calciatori non hanno rinunciato e poi non lo sono diventati. E lì nasce l’invidia. Nel calcio c’è troppo odio, ma non in campo, attorno. Io cerco la mia felicità e non invidio nessuno: l’invidia non fa bene. A Torino sono felice: la gente ti sta addosso, ma in modo educato e carino”.