I due uomini copertina della terza giornata in Serie A sono stati certamente loro: Gonzalo Higuain e Francesco Totti. Il primo ha messo subito le cose in chiaro nella sua prima partita da titolare con la maglia della Juventus, siglando una doppietta da stropicciarsi gli occhi. Dall’altra parte il capitano giallorosso ha illuminato un grigio pomeriggio romano, sia per le condizioni meteorologiche, sia per la prestazione della sua squadra del cuore fino a quel momento. Assist magico per il pareggio di Dzeko e rigore decisivo sul gong della sfida contro un’ottima Sampdoria. Sui loro numeri da record già sappiamo tutto e snocciolarli in questa sede sarebbe un inutile esercizio stilistico.
C’è un altro aspetto su cui vale la pena spendere due parole: cosa vanno a rappresentare questi due straordinari fuoriclasse nel mondo del calcio? Higuain è di sicuro l’emblema di questo sport nell’epoca in cui viviamo. Perché oggi il sogno di qualsiasi calciatore è non solo vestire le maglie dei club più ricchi al mondo, ma soprattutto riuscire a vincere quanti più trofei possibili, per restare in eterno nella storia del calcio. E il caso del Pipita può essere il simbolo di questo stato di fatto. La sua avventura al Napoli gli ha portato grande gloria tra i tifosi

azzurri e non solo: è stato capace di segnare come nessuno nella storia della Serie A in una sola stagione, ma tutto questo non basta. L’esigenza di mettere in bacheca dei titoli, prima che la carta d’identità venga a dare il benservito, è stata più forte di tutto. Solo così può spiegarsi la sua decisione di andare via da Napoli, anche se il presidente De Laurentiis gli ha offerto la stessa cifra che percepisce ora alla Juventus. A questo punto qualcuno ha detto: bene, vuoi vincere? Allora vai in qualsiasi altro grande club che non sia la Juventus, come fecero a loro tempo Cavani e Lavezzi, ma questa è un’altra storia.
Invece Totti può essere definito come l’ultimo baluardo di un calcio che non c’è più. La sua scelta di vita è stata chiara e coraggiosa allo stesso tempo: ventitre anni passati sempre dalla stessa parte, con la maglia della Roma. E’ lui il simbolo dei veri valori del pallone di una volta, fatti di attaccamento alla maglia e alla città in cui si è nati e vissuti. Una scelta di vita che i cultori del vecchio calcio apprezzeranno in eterno, mentre gli amanti del business avranno sempre da dire frasi del tipo: chi te lo ha fatto fare di restare in giallorosso, quando con il Real Madrid potevi avere più soldi e un bel numero di trofei in bacheca? Ma questo fa parte del gioco delle parti che, come in ogni campo della vita, è normale che ci sia. Proprio per queste ragioni, che piaccia oppure no, può essere fatta una sola constatazione obiettiva: Higuain-Totti, ovvero il calcio di oggi e di domani contro lo sport che fu. Tutto qui.