Un fenomeno vero, che ha retto da solo la difesa degli Usa eliminati dal Belgio negli ottavi di finale. Tim Howard, numero uno degli Stati Uniti, è stato decisivo in almeno dieci parate. Gli attaccanti del Belgio si sono ritrovati di fronte un muro insuperabile. Il portiere, ex Manchester United ora all’Everton, è diventato un eroe sui social network. Dal Brasile agli Usa ha cominciato a fare tendenza. E’ stato ritratto sulle monete americane, oppure c’è chi lo vede adatto a ricoprire un incarico politico, esattamente come Ministro della Difesa. Oppure in grado di parare addirittura gli aerei che poi si sono schiantati sulle Torri Gemelle. Per Howard si trattava della seconda partecipazione al Mondiale dopo quello sudafricano. Nella Confederations Cup del 2009 ha vinto il guanto d’oro, come miglior portiere. Nel 2012 ha però compiuto l’impresa più grande: ha realizzato un gol in Premier con un rinvio che è rimbalzato, ha scavalcato il numero uno del Bolton e si è insaccato in rete.
E’ piu’ che mai ‘Howard-mania’ negli Stati Uniti. E il caso del portierone della nazionale di calcio statunitense, accolto in Patria come una sorta di eroe nazionale, approda ora alla Casa Bianca. Alcuni fan hanno infatti presentato due petizioni. Nella prima si chiede di cambiare nome all’aeroporto Ronald Reagan di Washington, intitolandolo proprio a Tim Howard. Nella seconda si chiede al presidente Barack Obama di fare entrare il portiere ‘para-tutto’ nel suo governo: e quale incarico migliore di ministro della Difesa, sottolineano i promotori della bizzarra iniziativa, motivando la richiesta con gli “atti di valore e i gesti di spavalderia compiuti durante la Coppa del mondo 2014” . “Per ora non ho annunci di nomine da fare”, ha scherzato nel corso del briefing giornaliero coi giornalisti il portavoce della Casa Bianca Josh Earnest. E per quanto curiose possano sembrare le richieste avanzate, se le due petizioni raggiungeranno le 100 mila firme entro il 31 luglio – e non e’ da escluderlo – per legge la Casa Bianca dovra’ fornire una risposta vera. Gia’ nelle prime ore a firmare sono state oltre 2 mila persone. Intanto il New York Times, sul suo sito online, commenta chi sui social media vorrebbe Howard addirittura presidente degli Stati Uniti, come George Washington o Abraham Lincoln. Neanche per due mostri sacri dello sport Usa, la stella della Nba LeBrone James e quella del footbal Peter Manning, si era arrivati a tanto. “Howard ha galvanizzato una nazione intera – si legge – e la sua luce nella sconfitta col Belgio e’ una fonte di ispirazione per tutti gli americani”.














