Da Hulk a Rodriguez: ecco il fenomenale “modello Porto”!

Comprare a poco e rivendere a molto. E’ il sogno di tutti i club che fanno dell’autofinanziamento la fonte principale delle loro entrate. Strategia difficile da realizzare nel mondo del calcio, in cui svalutazioni e ‘bidoni’ sono all’ordine del giorno. Una società che negli anni si è dimostrata maestra nell’accrescere il valore degli investimenti – riuscendo anche a vincere – è il Porto. La squadra che negli ultimi anni ha visto transitare Hulk, Falcao, James Rodriguez. La sua forza sta in un esercito di 250 osservatori, tra interni ed esterni, come ha avuto modo di spiegare Antero Henrique, vicepresidente e direttore dell’area tecnica. Una rete disposta su vari livelli, in modo che ogni giocatore sia supervisionato da diverse persone. Si formano così delle ‘squadre virtuali’, con gli elementi più interessanti di ogni campionato tenuti sotto costante monitoraggio. James Rodriguez è solo l’ultima ‘stella’ messasi in luce in Brasile, esempio lampante delle mega-plusvalenze che il club portoghese è capace di realizzare. Ventitre anni ancora da compiere (il 12 luglio), l’attaccante colombiano ed attuale miglior realizzatore del Mondiale, nel 2010 fu acquistato dagli argentini del Banfield per 5 milioni di euro. Nell’estate 2013 è andato ai francesi del Monaco per 45. Ma l’elenco delle galline dalle uova d’oro allevate al Porto è lungo. Una fattoria dove si crescono campioni, come quelli esplosi nella squadra, guidata di Andrè Villas Boas, che nel 2011 realizzò il ‘triplete’ vincendo campionato e Coppa nazionale, oltre all’Europa League. E’ il caso di Radamel Falcao, colombiano ed attaccante anche lui. Gli scout lo scovano al River Plate nel 2009 e se lo portano via per 5,5 milioni di euro. Firma una clausola rescissoria di 30. Due stagioni dopo (intanto la clausola è salita a 45) passa all’Atletico Madrid per 40 mln, più sette di bonus. Al Porto Falcao fa coppia (da 73 reti in una stagione) con Givanildo Vieira de Souza, in arte Hulk. Brasiliano, fisico nel soprannome, langue da tre anni in Giappone quando, è il 2008, il Porto lo prende in prestito dal Tokyo Verdi. In due trance viene pagato circa 19 milioni e subito blindato con una clausola da 100. Nel 2012 lo acquistano i russi dello Zenit San Pietroburgo, pagandolo 50 milioni. Poi c’è il caso Quaresma: ceduto all’Inter nel 2008 per quasi 25 mln (18,6 più il cartellino di Pelè all’epoca valutato 6), a gennaio 2014 è tornato – gratis – alla base, dopo aver fallito nell’ordine in Italia, Inghilterra, Turchia ed Emirati Arabi. Il prossimo colpo potrebbe essere Jackson Martinez, guarda caso pure lui attaccante colombiano. Nel 2012 gli uomini di Henrique lo scovano in Messico, pagandolo circa otto milioni di euro. Oggi è un nome ‘caldo’ del mercato e per prenderlo bisognerà investire almeno tre volte tanto.