La ‘febbre del Mondiale’ dilaga anche in Bosnia, che domani farà il suo esordio assoluto nel torneo calcistico più importante con l’Argentina. Caffè, bar, ristoranti sono pieni di bandierine e stemmi degli “zmajevi” guidati dal ct Safet Susic, in giro si vedono ragazzini che giocano al pallone, e dappertutto si sente parlare della nazionale, mentre le automobili hanno già montato la bandierine, aspettando i caroselli di festa. A Sarajevo, in un caffè nel quartiere di Cengic Vila, sul prato troneggia uno “zmaj”, un drago, alto oltre un metro, in cemento dipinto di verde e con le ali ricoperte dalla bandiera bosniaca. Lo hanno costruito in una ventina di giorni il proprietario del bar ed i suoi amici, sperando che i calciatori della nazionale al ritorno dal Brasile vengano a vederlo. Il punto più frequentato dai tifosi è il “Nido del drago” nel centro di Sarajevo dove, oltre alle partite proiettate sul maxi schermo, si assiste a concerti e perfomance. “Abbiamo aspettato i Mondiali da vent’anni – ricorda l’attaccante del Manchester City e punta di diamante della Bosnia, Edin Dzeko – ed ai Mondiali non staremo bene solo noi, ma tutto il Paese”. Proprio vent’anni fa la nazionale bosniaca, allora costituita da poco, aveva giocato il suo primo incontro internazionale, un’amichevole con l’Albania, il 30 novembre 1995, pochi giorni dopo la firma dell’accordo di pace di Dayton che aveva messo fine a tre anni e mezzo di guerra. Oggi l’esordio della Bosnia ai Mondiali sembra riunire le tifoserie del Paese etnicamente divise. Già la qualificazione alla fase finale del torneo era stata vissuta come un “successo”. Ora, però, le attese crescono e tutti si aspettano che la squadra bosniaca in Brasile almeno superi la prima fase. Lo sa anche il ct della nazionale Safet Susic, secondo il quale “nei Balcani nessuno riconosce la media, non accettiamo un simile concetto: o sei il migliore o sei il peggiore”. E anche se l’Argentina ha una “squadra fantastica” ed è secondo lui una delle favorite, il suo team non è certo il peggiore: “Abbiamo un Dzeko e un Pjanic che potrebbero giocare in una qualsiasi nazionale ai Mondiali – ha detto – e in porta abbiamo uno dei migliori portieri del mondo”. Per il romanista Pjanic, i giocatori bosniaci sono “pronti per l’Argentina fisicamente e psicologicamente, lo dimostreremo anche sul campo”. Intanto, anche gli economisti si rallegrano del successo della nazionale, che fa aumentare i consumi e quindi le entrate nelle casse dello Stato: nei primi cinque mesi dell’anno l’acquisto dei soli televisori è aumentato del 30%.