“L’ipotesi accusatoria è che il Parma Calcio potendo ricevere versamenti per merchandising, attività abbastanza immateriali e impalpabili, sia stato considerato uno strumento utile per operazioni di riciclaggio. Questa è l’impostazione accusatoria che adesso deve essere soggetta al vaglio del Tribunale del Riesame“.
Lo ha detto il procuratore aggiunto di Roma Nello Rossi al termine della conferenza stampa sull’operazione condotta dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Roma che ha portato in carcere 22 persone tra cui anche il patron del Parma Calcio Giampietro Manenti.
“Nel caso del Parma – ha sottolineato – è stato contestato un tentativo di autoriciclaggio perché l’operazione non è andata a buon fine anche in ragione del fatto che noi ci siamo mossi perché i reati erano in corso e bisognava intervenire. Bastava una sola transazione illecita andata a buon fine per produrre milioni di danni e quindi avevamo un’esigenza innanzitutto di interrompere attività in corso estremamente pericolose e sicuramente illecite: perché gli accessi abusivi c’erano stati, le frodi informatiche c’erano state e seguivamo per via telefonica delle persone che stavano ponendo in essere crimini gravi per l’intero sistema economico”.





















