I nuovi stranieri della Serie A: Gonzalo Higuain

Higuain01Gonzalo Higuain è un calciatore che non ha bisogno di presentazioni particolari. Per uno come lui, parlano i numeri registrati in carriera: 136 goal in 305 partite con squadre di club, e 19 segnature in 33 incontri disputati con la maglia della nazionale argentina. Per chi di mestiere fa il centravanti, come Gonzalo, trattasi di oro colato, di primissima qualità. Del resto, sei campionati con la maglia del Real Madrid non si giocano certo per caso. Napoli, sua nuova città che saprà amarlo ben più di quanto fatto da Madrid, ha subito riscoperto la sana ed insana follia per un giocatore argentino, a tantissimi anni di distanza da quando il San Paolo andò in estasi per tale Diego Armando Maradona.

Per carità, classe imparagonabile, visto che Diego è stato e sempre sarà il più grande di tutti. E però, Gonzalo Higuain è un centravanti e, nella categoria, è assolutamente tra i migliori. Trattasi di un colpo da novanta perchè, a dirla tutta, in pochi avrebbero creduto possibile che l’argentino potesse accettare di andare in Campania, vista la fortissima concorrenza dell’Arsenal che sembrava attirarlo ben di più. Ed invece, eccoci qua a parlare del nuovo bomber del Napoli, di colui che dovrà essere messo in condizione di fare goal: perchè Higuain è quel genere di calciatore lì, dategli mezzo pallone giocabile e lui fulminerà i portieri avversari.

Non chiedetegli ghirigori inutili – anche se la tecnica non la disconosce -, ma solo goal, tanti, tantissimi goal: se assistito a dovere, non deluderà. E dire che qualcuno ha avuto l’ardire di sollevare un paio di questioni sull’acquisto di Higuain: è costato troppo, non è all’altezza di uno come Cavani, e via sproloquiando. Magari sarà costato qualche milioncino più del previsto, ed è un giocatore del tutto diverso dall’uruguagio. Ma uno come Higuain non si discute: si apprezza e nessuna obiezione è consentita. Per il gioco di Benitez, ‘rischia’ di essere il perfetto terminale: se Mertens, Pandev, Insigne e Callejon faranno il loro dovere, il San Paolo avrà trovato l’idolo che non farà rimpiangere il ‘Matador’, già dimenticato: adesso è il tempo del ‘Pipita’, uno di cui andare orgogliosi.