Per Iago Falque è finalmente arrivata l’occasione della sua carriera. Di certo non sarà arrivato con l’etichetta del top player, ma a Roma stanno cominciando ad apprezzare le sue qualità, le stesse peraltro che aveva messo in mostra con la maglia del Genoa.
Intervista da “Il Tempo”, il funambolo spagnolo racconta alcuni passaggi della sua vita, partendo dal Barcellona: “Avevo 10 anni e dopo aver fatto due provini col Real Madrid si è inserito il Barcellona. Tra i miei compagni c’erano Pedrito e Busquets, che allora faceva il centravanti. Andavo a scuola con Messi: negli allenamenti si vedeva già che Leo era un fenomeno”.
L’occasione però non è mai arrivata: “Io nei campionati giovanili ho segnato tanto – dichiara Iago – ma Guardiola mi ha dato una sola opportunità: nonostante avessi segnato un gol non mi ha più richiamato. Poi è arrivato Luis Enrique e una settimana prima dell’inizio del campionato mi ha detto che non contava su di me e allora ho chiesto di andare via”.
Anche alla Juve poche chance: “Li’ non hanno creduto in me nemmeno. Mi allenavo con la prima squadra di Ranieri, insieme a Del Piero e Nedved, ma poi giocavo solo con la Primavera. Ho rubato con gli occhi i segreti dei campioni e mi è servito”.
Dopo un lungo girovagare, adesso è arrivata la sua consacrazione, prima al Genoa e ora alla Roma: “L’anno scorso al Genoa è stata la mia migliore stagione – ammette Iago Falque – e ora sono arrivato in una grandissima squadra. Quindi mi dico che alla fine ne è valsa la pena fare tutto questo percorso”.
Una vittotia contro il Barcellona in Champions League per completare tutte le rivincite: “L’anno scorso ho battuto 5-1 il Torino di Ventura, che mi aveva allenato a Bari, con il Genoa. Con la Juve abbiamo vinto, adesso manca solo il Barcellona per chiudere il cerchio”.