Ibrahimovic è certo: “il mio Barcellona è il più forte di sempre!”

Quello italiano e’ il campionato piu’ difficile per un attaccante. In Serie A pensano ancora che e’ piu’ importante non subire gol che segnarne uno. In Spagna invece vogliono fare un gol e poi un secondo e anche un terzo”. Zlatan Ibrahimovic, in un’intervista al “Guardian” paragona la Serie A alla Liga spagnola avendo avuto esperienza in entrambi i campionati (Juve, Inter e Milan in Italia, Barcellona in Spagna) e aggiunge: “Nel Barcellona ero probabilmente nella miglior squadra della storia, il loro calcio era magnifico – ricorda -. Quando mi preparavo per una partita, sapevo che avrei vinto prima di cominciare. Guardavo i calciatori vicino a me: c’erano Messi e Iniesta, Xavi e Puyol, Pique’ e Dani Alves e anche Busquets. Incredibile! Era un calcio di un altro pianeta. Tecnicamente perfetto“. Campioni e disciplinati: “Si’, erano delle superstar ma era come, non dico una scuola, ma un luogo dove regnava la massima disciplina. Facevano qualsiasi cosa il tecnico dicesse loro di fare. Quando vai in Italia e’ diverso. Hai 22 grandi personalita’ e ognuno pensa di essere il migliore al mondo”, sottolinea l’attaccante del Psg, che non nasconde la sua ammirazione per Jose’ Mourinho. “E’ molto intelligente, non tratta tutti allo stesso modo. Sa pero’ come trattare le persone a livello individuale per trarre il 100% da ognuno di loro. Se e’ il miglior tecnico con cui abbia lavorato (all’Inter, ndr)? Si’. Nel modo in cui parla con i propri giocatori, li manipola, non c’e’ dubbio”. “Per me – conclude – la disciplina e il rispetto sono tutto”.