Ha trascinato il Torino allo scudetto nella stagione 1975/76, adesso Gigi Radice dovrà affrontare una battaglia più importante. In un’intervista a ‘Il Giornale’, il figlio racconta la situazione del padre: “purtroppo non ha speranze di guarigione, è malato di Alzheimer. Tutto è iniziato un decennio fa, ma forse avevamo sottovalutato qualche piccola amnesia. Da 5 anni si è aggravata, dopo l’anestesia per l’intervento a un’anca. E’ tornato a muoversi benissimo, il problema è la mente, andata in tilt. Sapevamo che la situazione sarebbe peggiorata, ma speravamo non diventasse tanto drammatica”.
Poi l’accusa: “il mondo del calcio ci aveva lasciato nell’indifferenza totale. Sino al 2010 avremmo gradito le visite, ora papà riconosce a fatica solo i familiari. In fondo era uscito di scena nel ’98. Eravamo abbastanza delusi per il comportamento di chi ci stava intorno. Gli sono rimasti solo alcuni amici intimi, per il resto sono pochi: qualche ex giocatore granata si fa sempre vivo, assieme ad amici di Torino. La maglia del Toro lo emoziona ancora. Purtroppo papà non è più quel che era, anche per questo era dimenticato”. Infine Ruggero spiega: “Io ho sposato una senese e sono rimasto nel calcio. Vivo il dramma di mio padre indirettamente, vado a trovarlo quando torno a Monza. Mamma e le mie sorelle invece gli sono sempre vicine”.