Adriano Leite Ribeiro è stato, con ogni probabilità, l’attaccante più forte che l’Inter ha avuto dall’addio di Ronaldo in poi. Sì! Meglio di Vieri, meglio di Ibrahimovic, meglio di Milito e meglio di Eto’o. Un mix di potenza, fisico e tecnica che ha fatto sognare per almeno due stagioni e mezzo i tifosi nerazzurri e precedentemente quelli di Fiorentina e Parma. Giunto a soli 19 anni in nerazzurro, ha esordito con la maglia dell’Inter in un’amichevole contro il Real Madrid al Bernabeu da lui risolta all’ultimo minuto con un calcio di punizione impressionante. Da lì in poi il prestito alla Fiorentina e la cessione in comproprietà a Parma dove ha vissuto annate stupende sotto la guida di Prandelli, che l’ha saputo valorizzare al massimo esaltandone le capacità tecniche e realizzative. Nel gennaio 2004 è stato riscattato dall’Inter e per almeno un anno si è rivelato il miglior attaccante al mondo. I nerazzurri non erano riusciti a vincere più niente dopo la Coppa Uefa del 1998 e grazie ad Adriano potevano almeno gioire per una Coppa Italia, in cui lui è stato assoluto protagonista.
Quando l’Inter diventa la squadra schiacciasassi del campionato, dopo Calciopoli, Adriano scompare. Non è nemmeno lontano parente del’Imperatore che aveva fatto impazzire tutta l’Europa e che aveva trascinato il Brasile alla conquista della Coppa America. La depressione lo stava uccidendo e Milano l’ha coinvolto in una vita non proprio esemplare. È stata la morte del padre a lasciare un vuoto incolmabile nel centravanti classe 1982 che da lì’ in poi non si è più rirpeso. Sembrava essere ritornato ai suoi livelli nel 2010, quando con il Flamengo ha vinto campionato e classifica cannonieri, ma è un nuovo ritorno in Italia a distruggerlo definitivamente. Alla Roma non trova spazio ed entra in profonda crisi. Dopo aver fatto una grande partita contro il Milan che poi avrebbe vinto lo scudetto, numerosi infortuni gli hanno impedito di giocare con continuità. L’ennesimo ritorno in Brasile si rivela un vero fallimento. Adriano non gioca più da un anno e adesso è Dunga, ex ct brasiliano, che vuole dargli un’altra opportunità. L’Internacional di Porto Alegre lo sta ingaggiando e proverà a tirare fuori il meglio da lui, peso permettendo e discoteca permettendo.
Quando sprecare il talento è un grave peccato…Adriano poteva diventare il numero uno al mondo, ma nel calcio non basta saper giocare, bisogna usare la testa.