Inedito Evra: “non mi importa d’essere amato! Io arrogante? Rispondo così…”

Patrice Evra si lascia andare in un'intervista ai connazionali de L'Equipe: il calciatore juventino mostra tutto il proprio carattere

Intervistato da “L’Equipe”, il trentacinquenne terzino della Juventus Patrice Evra confessa di non volersi affatto ritirare a fine stagione, senza però esser certo della permanenza in bianconero. Il suo contratto è in cadenza “ma non ho ancora deciso e non e’ questo il momento, c’e’ da vincere un campionato e una Coppa Italia. Quando sara’ il momento, ci siederemo a un tavolo e basteranno dieci minuti, che sia un si’ o un no. La Cina? L’Asia mi piace ma oggi voglio ancora sudare in allenamento e fare dei sacrifici per vincere altri titoli. Si dice che io sia arrogante ma negli ultimi dieci anni, a livello di rendimento, sono stato il piu’ costante nel mio ruolo. E se arriva lo scudetto con la Juve, sara’ il mio settimo campionato in dieci anni”. Lo stesso discorso fatto per la Juve, vale per la Nazionale francese. “Lascero’ i Bleus solo quando il mio Paese mi dira’ che non ha piu’ bisogno di me. Finche’ le gambe reggono, continuero’ a giocare. I miei esempi sono Zanetti, Giggs e Maldini, che si sono fermati a quarant’anni. Ho ancora tempo davanti. Poi, il giorno in cui vedro’ che in allenamento mi fanno ballare, smetterò”. Evra ha parlato anche del noto ammutinamento in Nazionale. “Francamente non mi sono mai preoccupato della mia immagine, non mi importa di piacere o essere amato“, ha dichiarato il calciatore.

LaPresse/PA
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“L’unica cosa che potrebbe ferirmi e’ se qualcuno dice che non mi piace la maglia della Francia, perche’ questa maglia conta molto per me. Non ho vinto nulla col mio Paese e l’obiettivo, ora piu’ che mai, e’ vincere i prossimi Europei“. Il finale sulla vicenda che tanto scalpore ha fatto, quella dello scandalo Benzema-Valbuena. “Non conosco la storia, il caso e’ ancora in corso ma, come ho gia’ detto, andare agli Europei senza di loro e’ come spararsi sui piedi. Ad ogni modo ho fiducia nel nostro gruppo, con o senza di loro”.