Infortunio Perin – L’intervento a cui si è sottoposto Mattia Perin per la ricostruzione del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro è perfettamente riuscito. Al termine dell’operazione a Villa Stuart ha parlato il professor Mariani, medico che lo ha operato: “L’intervento è andato bene, è una rottura del legamento crociato anteriore con una piccola lesione meniscale che è stata riparata. Rientro? Quando un giocatore è al secondo intervento, dal punto di vista psicologico, può recuperare prima perché non c’è più l’ansia della prima operazione. Il ragazzo solitamente già sa cosa lo aspetta, conosce tutto ciò che riguarda la riabilitazione, i fastidi e i dolori. La prima volta, se non sbaglio, recuperò in circa tre mesi, quindi dovrebbe metterci ancora meno, anche se è ancora presto per parlare di tempistiche precise”.
Il nuovo infortunio non è solo sfortuna: “E’ una domanda difficile, sicuramente non c’entra solo la sfortuna. Le lesioni bilaterali nell’atleta sono abbastanza frequenti, dipendono da tante caratteristiche. Ora è difficile da spiegare in due parole qual è la predisposizione di Perin rispetto a quella di un qualsiasi altro giocatore.Non è frequente nel portiere subire due rotture del crociato, una cosa abbastanza inusuale. Quando può tornare? Anche prima della fine del campionato, sarei contento per lui”.
Intanto Perin ha scritto un post su Facebook dopo l’operazione citando Coelho: “A volte il guerriero della luce ha l’impressione di vivere due vite nello stesso tempo. ‘C’è un ponte che collega quello che faccio con ciò che mi piacerebbe fare’, pensa. A poco a poco, i suoi sogni cominciano a impadronirsi della vita di tutti i giorni, finché egli avverte di essere pronto per ciò che ha sempre desiderato. Allora basta un pizzico di audacia, e le due vite si trasformano in una. l guerriero ci crede. E poichè crede nei miracoli, i miracoli iniziano ad accadere’.
(Paulo Coelho)
Io ci credo. Senza bisogno di miracoli, quelli li lascio a chi ne ha veramente bisogno. Io ripartirò da questo letto, dalla fisioterapia, dalla voglia di non mollare mai e di continuare a sorridere, dal desiderio di ritornare. Non come prima. Alla fine di questo percorso sarò una persona diversa, sicuramente nuova, migliore, spero. Grazie a tutti coloro che mi hanno scritto, chiamato o anche solo dedicato un pensiero. Vi abbraccio tutti. E vi aspetto, di nuovo in campo”.