Nuova tegola per Giuseppe Rossi, lo sfortunato attaccante della Fiorentina e della Nazionale operato oggi per la quarta volta di fila al ginocchio destro e che non tornerà in campo prima del prossimo anno, presumibilmente a febbraio. Un calvario senza fine, quello del bomber, cominciato tre anni fa, nel 2011, quando si fece male al legamento crociato ai tempi in cui giocava nel Villarreal, e a quanto pare ancora lontano dalla conclusione. L’attaccante della Fiorentina ha riportato prima di Ferragosto un sovraccarico con sollecitazione al menisco durante un allenamento. Dopo alcuni consulti a livello internazionale, ha scelto di tornare in Colorado, nella clinica del professor Richard Steadman che lo aveva operato nel 2012, anche se oggi l’operazione in artroscopia e’ stata effettuata da un assistente, il dottor Steven Singleton. Rossi restera’ a Vail e poi comincerà la fisioterapia a New York per poi proseguirla a Firenze secondo un preciso protocollo. Per Rossi, già operato tre volte (ottobre 2011 e ottobre 2012 al legamento crociato anteriore, nel mezzo un innesto osseo), si è trattato stavolta di un intervento meno invasivo, un’artroscopia diagnostica per risolvere gli attuali problemi di sovraccarico al ginocchio. “L’esame – ha fatto sapere il club – ha evidenziato una buona stabilità del legamento crociato già precedentemente operato ed ha permesso di suturare la recente lesione del menisco mediale”. Rossi in pratica stara fermo oltre un anno dopo l’infortunio patito lo scorso gennaio al collaterale destro. Un danno che aveva costretto l’attaccante a fermarsi quattro mesi e a fare una corsa contro il tempo per provare a partecipare ai Mondiali. Il sogno di Pepito però si è realizzato solo a metà: è riuscito a far parte dei 30 pre-convocati ma è stato escluso dall’allora ct Prandelli dai 23 per il Brasile provocando rabbia e delusione nel giocatore. In estate Rossi ha seguito una tabella personalizzata in accordo con Montella e i medici viola, giocando col contagocce nelle amichevoli. Poi il nuovo stop, l’ennesimo intervento e un altro, lungo, periodo di attesa e di speranza.