“E’ il Mondiale nel paese del calcio e non c’è niente di più bello. Tutti dovrebbero festeggiare”. Andres Iniesta, centrocampista del Barcellona e della nazionale spagnola, si esprime così sulle proteste contro i Mondiali, al via tra 13 giorni, che stanno agitando la vigilia della rassegna iridata. “Non parlo delle opinioni altrui e soprattutto dei problemi del Brasile. Dico solo che è qualcosa che mi suona strano”, dice Iniesta in un’intervista a Uol Esporte. Il centrocampista delle ‘furie rosse’, che segnò il gol-vittoria contro l’Olanda nella finale dei Mondiali di Sudafrica nel 2010, assicura poi che le motivazioni sono le stesse di quattro anni fa. “Sono concentrato per vincere il titolo e dare il mio contributo alla Spagna, esattamente come nell’edizione precedente. Niente è cambiato e io non mi sento più grande per avere segnato il gol del titolo”, spiega. “In realtà -aggiunge- vincere il Mondiale in Brasile, dove arriviamo con due titoli europei e uno mondiale, sarebbe la perfetta chiusura di un periodo d’oro per la Spagna”.
Iniesta cade dalle nuvole: “non capisco le proteste per il Mondiale…”