Inizia la stagione del Parma: si riparte da Cassano

C’è ancora Antonio Cassano, c’è Amauri e, forse, anche Paletta (richieste per lui starebbero arrivando dal Galatasaray di Prandelli), ma il Parma che oggi si è riunito a Collecchio è decisamente diverso da quello ‘scippato’ al termine del campionato scorso da un posto in Europa League. L’addio del presidente Tommaso Ghirardi, che oggi comunque era al campo per salutare la squadra, ha cambiato gli obiettivi del club; oggi si può pensare infatti solo alla salvezza con un occhio, anzi due, ai conti economici. Lo sa bene più di tutti Roberto Donadoni, alla fine rimasto in crociato. ”Quest’anno serviranno più energie”, ha detto prima di scendere in campo per l’avvio degli allenamenti anche perché il tecnico non è abituato ”per formazione mentale a guardarmi troppo alle spalle. Quanto è successo è successo. Ora si riparte con tanta voglia di fare. Sapendo che dobbiamo riconquistare tutto con le nostre forze, come abbiamo fatto in passato. Senza piangerci addosso, senza cercare alibi. Quest’anno, poi, sarà molto più difficile. L’errore che nessuno di noi dovrà fare è quello di pensare che se l’anno scorso è andata così quest’anno ce la si potrà fare facilmente”. Il Parma riparte, come detto, senza presidente. Al campo, ma in silenzio, Tommaso Ghirardi ha lasciato il palcoscenico a Pietro Leonardi. ”Ma non ritengo la situazione diversa rispetto all’anno scorso – ha puntualizzato Donadoni – Il presidente Ghirardi è sempre stato un interlocutore presente, che ha dato spazio a Pietro Leonardi, quindi non cambia nulla. Il mio primo interlocutore ora è Leonardi, che vive la situazione giorno dopo giorno”. Colloquio subito serrato sul mercato. Il Parma in organico ora conta la bellezza di 36 giocatori. Tanti ovviamente non resteranno ma questa sembra l’ossatura da cui si ripartirà. Non ci sono più Parolo, Molinaro e Gargano e al tecnico la società chiede ora una scrematura del parco giocatori, magari scegliendo fra i tanti giovani arrivati dalla serie B. A Donadoni ”servono giocatori che abbiano fame, voglia di diventare qualcuno, e non gente appagata, presuntuosa, che pensa di accomodarsi facilmente in una realtà”. Discorso valido anche per Belfodil e Ninis, i due nomi eccellenti rientrati nel gruppo Parma perché, ha spiegato sempre Donadoni, ”conto tantissimo nella loro voglia di riscatto”. E su tutti Antonio Cassano. ”Il Parma crede in lui. Ha avuto il merito di riconquistare la Nazionale. Ora mi aspetto ancora di più – ha sottolineato il tecnico ducale – Se un giocatore ha bisogno di un Mondiale per esprimere determinati valori vuol dire che ha qualche limite. So che Antonio da questo punto di vista non sbaglierà”. Insomma quest’anno si deve ripetere. Ma come per il suo Parma sarà tutto decisamente più difficile.