Insigne show, lo scugnizzo di Frattamaggiore incanta Napoli (e non solo) sulle orme di Maradona: la nuova Italia riparta da qui

Mai visto così decisivo: Lorenzo Insigne, lo scugnizzo di Frattamaggiore, nell’ultimo anno è cresciuto tantissimo diventando un vero e proprio top-player di livello internazionale. Una qualità di calcio eccelsa che i numeri non riescono a spiegare: con 4 gol e 4 assist in campionato e 2 reti in Champions League i dati sono già di per sè fenomenali per un esterno offensivo. Parliamo di appena 17 partite, e i gol sono arrivati anche in gare molto importanti (Manchester City, Roma, Milan).

Ad appena 26 anni, Insigne, sabato sera ha deciso la sfida con il Milan da vero protagonista: in pochi minuti, nel finale del primo tempo, ha fatto un gol, colpito un palo e impegnato Donnarumma ad altri due miracoli. Sulle orme di Maradona, Insigne incanta il San Paolo con una classe straordinaria. I tifosi azzurri l’hanno applaudito e acclamato a squarcia gola, intonando cori contro Ventura che nello spareggio contro la Svezia ha lasciato colpevolmente in panchina il n° 10 azzurro.

LaPresse/Gerardo Cafaro

La nuova Italia deve ripartire proprio da Insigne, che in Nazionale ha esordito da giovanissimo nel 2012 e che può vantare 21 presenze e 3 reti in maglia Azzurra: dopo Roby Baggio, Del Piero e Totti, è lui il fantasista moderno che serve all’Italia per ripartire con un tridente adeguato al calcio di oggi. Così potrà far impazzire il Paese intero, trascinando il pubblico con le sue giocate così veloci e funamboliche che a volte si corre il rischio persino di … perderlo di vista!

LaPresse/Gerardo Cafaro

Con Verratti, Florenzi e Immobile (tutti finalisti dell’Italia Under-21 battuta solo dalla super Spagna di Isco, Tello, Thiago Alcantara, Morata, Koke e tanti altri fenomeni pazzeschi), è il punto di riferimento di una Nazionale in grado di giocarsela alla pari con tutte le altre big mondiali (Germania, Francia, Brasile, Argentina e la stessa Spagna, che ha dato spazio senza esitazioni a tutta quella generazione di fenomeni che 4 anni fa avevano vinto l’Europeo, e adesso è di nuovo la super-favorita del calcio internazionale). Se anche in Italia avessimo fatto lo stesso, non staremmo certo qui a rimpiangere Russia 2018…