Inter a un passo dalla rimonta da sogno: ai rigori prevale la Juve

Finisce ai rigori, ad avere la meglio è l'Inter: la Juve si sveglia solo ai supplementari

Poche cose sono imprevedibili come il calcio, nessun verdetto è scontato prima che il campo parli. La semifinale di ritorno di Coppa Italia appena conclusa tra Inter e Juventus ne è esempio lampante. A passare sono stati i bianconeri ma chi pensa che in questo abbia influito il vantaggio ottenuto dalla squadra di Allegri nel primo round si sbaglia: i tre goal segnati all’andata da Morata e compagni, senza subirne nessuno, si sono rivelati un boomerang per i Campioni d’Italia. In campo, dal primo al novantesimo, c’è stata solo l’Inter: la squadra di Mancini è apparsa da subito determinata, decisa a rimontare il risultato. Un’impresa cui i nerazzurri sono andati vicinissimi: nei 90 minuti regolamentari, infatti, il tabellone recitava 3-0 per la squadra di casa, con la Juve che non è mai parsa capace di opporre degna reazione. A parte un palo colpito da Zaza che, però, non avrebbe reso merito al dominio dell’Inter. Poi si è andati ai supplementari e, da lì, alla lotteria dei calci di rigore: qui la fortuna ha sorriso alla Juventus, che li ha segnati tutti, a fronte dell’unico errore dell’Inter, firmato da Palacio, nell’occasione sfortunatissimo.

Come detto, l’Inter è partita in quarta, facendo da subito capire che avrebbe condotto il match. Ma mai si sarebbe pensato ad una Juve così arrendevole ed assente dal campo da gioco. I primi dubbi sono però arrivati al 16′ quando Brozovic ha sbloccato la partita: tocco corto di Neto per Hernanes che, al limite della propria area di rigore, si è fatto soffiare il pallone da Medel, assist del cileno per il compagno e prima rete segnata. Il raddoppio è stato firmato ad inizio ripresa da Perisic, quando l’orologio segnava il minuto 49. Azione travolgente sulla fascia destra di Eder, palla in mezzo e appoggio comodo del croato, che ha aumentato ancora di più le speranze dei nerazzurri. Moltiplicatesi esponenzialmente all’82’, quando uno sciagurato fallo di Rugani, in area di rigore, ai danni dello stesso Perisic, ha consentito ai padroni di casa di calciare un rigore. Dal dischetto si è presentato Brozovic che, glaciale, ha trafitto Neto, capace di intercettare la palla ma non di bloccarla. Da segnalare, poco dopo, una buona occasione per Perisic, su cui bravo è stato Neto. Da lì il passo verso i supplementari è stato rapido, non prima di un momento di tensione con Perisic che, al 92′, ha afferrato per il collo Cuadrado: Gervasoni ha ammonito il giocatore dell’Inter che, però, andava probabilmente espulso. Nell’extra time la Juve ha un po’ reagito, andando vicina al goal in più di un’occasione, la più eclatante delle quali, peraltro doppia, al 121′: qui è stato per due volte prodigioso Carrizo, in entrambi i casi su Morata.

Dopodiché si è andati ai calci di rigore, con molti giocatori che hanno finito sulle gambe e senza la forza di poter, quasi, neppure camminare. Dal dischetti si sono presentati quelli che, dal punto di vista fisico, stavano meglio. Ad avere la meglio, dopo un dominio nerazzurro, è stata però la Juventus: decisivi l’errore di Palacio, secondo rigorista nerazzurro,  sfortunato protagonista nel colpire la traversa, ed il conclusivo penalty di Bonucci. Gli altri rigori sono stati calciati, e trasformati, da Barzagli, Brozovic, Zaza, Morata, Manaj, Pogba e Nagatomo. Insomma, in finale, contro il Milan, ci va la Juventus. Ma stasera in campo si è vista, praticamente, solo l’Inter, soprattutto nei minuti regolamentari. Mai è stata così ben disposta in campo la squadra di Mancini, agonisticamente concentrata e mai disposta a rinunciare. Grandi meriti dei nerazzurri ma grossi anche i demeriti dei bianconeri. La Juve non ci ha capito nulla, si è considerata al riparo da tutto con il vantaggio dell’andata: un vantaggio che, però, non giustifica un atteggiamento simile da parte di una squadra come quella bianconera. Il destino ha sorriso alla fine ai ragazzi di Allegri ma, siamo sicuri, che l’allenatore toscano farà tremare i muri dello spogliatoio di San Siro destinati alla squadra ospite.