Dopo l’inutile vittoria maturata giovedì scorso nell’ultima partita del suo disastroso percorso in Europa League, questa sera l’Inter si rituffa nel campionato, dove è reduce dalla pesante batosta subita la settimana scorsa in casa del Napoli. Allo stadio San Siro è di scena il Genoa di Ivan Juric, che nelle ultime due partite ha messo insieme quattro punti contro Juventus e Chievo. Prima del fischio d’inizio il direttore sportivo dei nerazzurri, Piero Ausilio, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di ‘Premium Sport’, partendo dalle parole di Simeone su un suo possibile approdo a Milano: “Sono cose che fanno parte del gioco, sia Pioli che Simeone hanno un contratto, le parole di Simeone sono state interpretate in maniera troppo forte. Noi abbiamo Pioli, stiamo lavorando alla giornata con Pioli, preparando una gara alla volta. Tutta la programmazione la stiamo vedendo con lui ed è giusto così. Il resto fa parte dello show ma a non ci sposta di un millimetro”. Poi Ausilio affronta lo spinoso caso

Gabigol: “Non abbiamo preso alcuna decisione, questo vale per lui e gli altri. Quello che è stato deciso è sfoltire questa rosa perché sono tanti ma per quanto riguarda nomi e singoli lo valuteremo a gennaio. Questo ragazzo sta migliorando, ha voglia di imparare e crescere e potrebbero esserci delle sorprese a breve. Quello che dice la gente non mi interessa. Quanto ci vorrà per vedere Gabigol pronto? Non lo so – ha aggiunto Ausilio -, può accadere domani o tra qualche mese, ci sono tantissime esperienze come con Coutinho. Penso a Suso, definito impresentabile per la Serie A e dopo un anno e mezzo oggi è uno dei migliori giocatori del campionato. In ogni caso ci vuole calma e pazienza perché quando c’è qualità le cose arrivano”.
Infine Ausilio parla di Banega e della situazione all’interno della squadra e della società: “Basta una panchina per far pensare che ci sia una squadra sul mercato. Banega è qui da qualche mese, sta facendo bene e sarà importante per la squadra. Il gruppo è nuovo e si sta formando. E’ importante inserire sempre di più italiani, abbiamo già iniziato, con Eder e Candreva, ne avevamo già altri e l’idea è questa. Quando cambi tanto come abbiamo fatto noi che abbiamo avuto tre società in tre anni, devi avere un periodo di assestamento ma non vuol dire che non si sta migliorando. La società è sempre presente, noi siamo sempre ad Appiano ma il problema è che Pioli viene giudicato per tre gare e sembra che le cose stanno andando male. Il futuro si chiama Pioli e noi stiamo lavorando al futuro e al mercato con fiducia e pensando di avere già una buona squadra”.