Inter, Ausilio non si pone limiti: “Obiettivo Champions, ma sogniamo lo scudetto”

Il direttore sportivo dell'Inter, Piero Ausilio, vuole pensare in grande: "Scudetto, perchè no?"

L’Inter arriverà al derby contro il Milan a punteggio pieno: in pochi avrebbero scommesso sui nerazzurri visti i risultati del precampionato, ma a fare la differenza è stato soprattutto uno dei nuovi acquisti: Stevan Jovetic.

A portare il montenegrino a Milano ci ha pensato il ds Piero Ausilio che, intervenuto in esclusiva ai microfoni del “Corriere dello Sport”, si è detto orgoglioso di ricoprire questo incarico da tanto tempo: “Ricoprire questo incarico è per me un motivo di grande orgoglio, ho fatto un percorso preciso e non sono stato assolutamente sorpreso di essere passato in questo settore: prima lavoravo nell’ambito tecnico, è stato un salto abbastanza naturale”.

Oltre a Jovetic, il mercato dell’Inter ha regalato altri colpi: “Preferisco non dare dei voti, quelli li dà il campo in un secondo momento. L’operazione più difficile per certi versi è stata quella di Perisic: abbiamo preso un giocatore da una società ricca e che non aveva bisogno di far cassa, alla fine è stata decisiva la sua volontà. Ci abbiamo messo un pò perchè dovevamo attendere che si incastrasse qualche pezzo nel mercato in uscita”.

Kondogbia è stato pagato un pò più del dovuto – continua Ausilio – ma questo è figlio della mediaticità dell’operazione. Abbiamo vinto un derby di mercato con il Milan, tra qualche anno il suo valore potrà essere anche superiore. Per quanto riguarda Felipe Melo lo ringraziamo perchè ha rifiutato una super offerta per venire da noi, Mancini mi ha ‘sfinito’ perchè lo acquistassimo: dovevamo attendere prima però che qualche centrocampista ci salutasse. Murillo? Per fortuna ci siamo mossi in anticipo poichè acquistarlo dopo la Copa America sarebbe stato impossibile. E’ arrivato anche Ljajic che ci piaceva già da tempo e con la Fiorentina ci ha messo spesso in difficoltà: non pensavamo di riuscirlo a strappare ad una diretta concorrente in così breve tempo”.

Un restoscena su un’operazione che non si è mai conclusa: “Nell’estate del 2014 volevo portare Mascherano all’Inter, poi però alla fine ha rinnovato col Barcellona e non se n’è fatto nulla. Qualche anno fa avevamo in pugno Lucas, poi arrivò il PSG e sfumò l’operazione, anche se il mio più grande rimpianto è la cessione di Coutinho. Balotelli? Ho grande affetto per lui, ma il suo tempo all’Inter è finito”.

Immancabile un commento sul derby di domenica: “Sarà una gara emozionane, anche se arriva un pò presto nella stagione. A loro toglierei Bacca e Luiz Adriano, sono fortissimi. Romagnoli? Non so se è stato pagato troppo, preferisco non commentare le operazioni altrui: di sicuro si tratta di un bel prospetto”.

L’Inter può tornare a lottare per lo scudetto: “Abbiamo rinforzato la squadra con 9-10 elementi nuovi, ora serve un pò di tempo per migliorare. L’obiettivo principale resta quello di tornare in Champions, se poi a febbraio-marzo saremo ancora tra i primi, allora perchè non pensare anche allo Scudetto? Prima di tutto però dobbiamo diventare una squadra, solo allora potrempo pensare veramente in grande. Mancini è un tecnico di spessore internazionale e questo lo aiuta a raggiungere i obiettivi, avere un tecnico come lui aiuta anche me. Juventus a zero punti? Sembra strano sì, ma è impossibile dare dei giudizi dopo due giornate, è ancora troppo presto. Occhio alla Roma, che si è rinforzata con Dzeko e Salah, due innesti che potrebbero risultare alla lunga decisivi”.

Il direttore sportivo nerazzurro torna poi sul caso Salah: “Il suo agente ci ha contattati per informarci che si arebbe potuto liberare dalla Fiorentina, lo ha fatto anche con altre squadre e non ci vedo nulla di strano. Delle accuse ricevute da Firenze non me n’è importato granchè visto che non provenivano da addetti ai lavori: per quanto mi riguarda i rapporti con Pradè sono ottimi”.

Infine un commento sul capitolo cessioni: “Grazie a quelle siamo riusciti ad arrivare ai nostri obiettivi rispettando i parametri del Fair Play finanziario: Hernanes lo abbiamo ceduto perchè l’offerta della Juventus ci sembrava idonea, grazie a lui sono arrivati Melo, Telles e Ljajic. Cedere Kovacic è stato doloroso, ma purtroppo necessario. Per quanto riguarda Alvarez ritengo che sia assurdo essere finiti davanti alla FIFA: c’è un contratto chiaro che dice tutto e siamo fiduciosi”.

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