Nel giorno della presentazione del nuovo tecnico, sorgono dubbi circa la situazione societaria in casa Inter. Ad aver ‘lanciato la pietra’ è stata ‘La Gazzetta dello Sport’ che ha spiegato, in maniera molto chiara, il quadro organizzativo attuale della società nerazzurra passata, poche settimane fa, a Suning Holding Group per il 68,55% delle quote.
La domanda, fondamentalmente, è una? Perché Zhang Jindong e co. hanno acquistato una società di calcio per poi lasciarla in mano al suo ex proprietario? Ad oggi chi ha le redini della squadra nerazzurra è proprio Erick Thohir, colui che ha fallito in tutti e tre gli obiettivi che si era prefissato in fatto di debiti, risultati sportivi e marketing. In realtà, fa notare la rosea, il primo obiettivo di Suning non era l’Inter ma MP&Silva, società detentrice, tra le altre cose, dei diritti della Serie A poi acquisita da un’altra cordata cinese.
L’umo che potrebbe tenere le redini di tutto è Kia Joorabchian, procuratore iraniano, figura controversa, dice la ‘Gazzetta’, tra mandati d’arresto e collaborazioni con l’ex URSS, è molto più che un semplice consulente per Suning, che ha individuato in lui un vero e proprio uomo di fiducia. Joorabchian ha portato al Jiangsu Texeira, Ramires, Martinez e Jo, conquistando così la fiducia di Zhang. L’arrivo di De Boer è strettamente connesso alla sua figura in quanto suo assistito, ad esempio. Come anche l’interesse verso Joao Mario, giocatore del scuderia. Potente uomo di calcio, dieci anni fa con Media Sports Investments favorì il passaggio di Tevez e Mascherano al West Ham, trasferimenti ‘sospetti’ che diedero il via alle rigide normative FIFA relative alle TPO (third part ownership), cioè la ripartizione dei cartellini dei giocatori con terze parti.
In tutto questo rimane da capire il ruolo di Suning che dovrà necessariamente essere più presente. Vanno bene i 242 milioni di euro versati nelle casse dell’Inter per appianare la situazione finanziaria, va bene la presenza di Joorabchian, ma la questione legata alla leadership resta ancora aperta e, con Thohir ‘presidente a tempo’, serve che il Gruppo prenda confidenza con le dinamiche del calcio italiano ed europeo se davvero il nuovo proprietario vorrà “rivedere l’Inter prima in Italia e in Europa” come dichiarato nell’assemblea di insediamento.