Inter, dal possibile rilancio di Vidic ad Icardi da tenere stretto: ma quel Podolski…

La partita contro il Cagliari ha detto molto sui nerazzurri, a partire dalla difesa sempre più pasticciona

Terzo successo consecutivo per l’Inter di Mancini, che esce dal Sant’Elia di Cagliari con tre punti che la portano al sesto posto in classifica, rilanciandola in chiave europea. Un successo non netto, arrivato grazie anche alla giornata di grazia di un Carrizo prodigioso, schierato al posto dell’indisponibile Handanovic. La solita Inter, viene da dire, che davanti ha creato parecchio e dietro ne ha combinate di cotte e di crude, rischiando di regalare più volte il goal del pari ad un Cagliari che ha esercitato un forcing continuo. In particolare, disastroso per l’ennesima volta Campagnaro, inadeguato al ruolo di terzino destro ed in ritardo di condizione, e Juan Jesus, pasticcione come spesso gli capita.

Bene invece Santon, propositivo ed attento, benino Vidic, che si candida al ruolo di titolare al fianco proprio del brasiliano. Questa partita potrebbe infatti segnare il sorpasso del serbo ai danni del Capitano nerazzurro, sempre troppo indeciso e poco cattivo, come più volte ribadito da Mancini. Un Mancini che può dirsi abbastanza soddisfatto, anche in virtù del fatto che, pur avendo cambiato alcuni uomini, l’obiettivo è stato comunque raggiunto. Chi non è stato cambiato è Medel, poco reclamizzato ma finalmente dal rendimento auspicato: non chiedetegli di impostare, se il cileno è soprannominato ‘pitbull’ non è certo per le sue doti da regista. Corre però come un mastino, lotta, recupera palloni, a volta sbaglia ma i piedi, come detto, sono marmorei. Tuttavia è un giocatore cui il tecnico nerazzurro difficilmente rinuncerà, un po’ come Brozovic, giocatore ben diverso rispetto a Medel, ma ugualmente essenziale, oltre che duttile.

E’ certamente l’acquisto più azzeccato del mercato appena trascorso, mezzo gradino sotto Shaqiri, stasera rimasto a riposo dopo le recenti fatiche europee. Ed a proposito di acquisti, il flop è senza dubbio Lukas Podolski. Durante la partita Mancini si è lamentato per la sua scarsa propensione al tiro e, per dovere di cronaca, il tedesco si è pure divorato una comodissima occasione, denotando una condizione davvero modesta ed una lentezza di movimenti davvero sconcertante. Insomma, se l’Arsenal se n’è disfatto pare essercene un motivo. Di questo passo anche la pazienza di Mancini si esaurirà e le possibilità che questi gli preferisci addirittura Puscas rischiano di aumentare. Positivo Kovacic, rilanciato a sorpresa dal tecnico jesino, che gli ha dato fiducia quando, da fuori, in troppi sembravano disposti a toglierla senza reali motivi: nel prosieguo del torneo l’Inter potrà contare anche su di lui, pur sapendo che peccherà ancora di discontinuità.

Spendiamo infine qualche parola per Mauro Icardi. Spesso è stato accusato di vivacchiare nell’area di rigore avversaria, in attesa della palla da scaraventare in rete, come se questo fosse peccato mortale. La storia del calcio è piena di calciatori che hanno fatto la fortuna loro e delle proprie squadre ‘limitandosi’ a sfondare le reti avversarie: su tutti Gerd Muller e Pippo Inzaghi. Ma l’argentino non si limita a ciò, partecipa attivamente alla manovra offensiva, prova ne sia lo splendido assist fornito a Podolski, che ha poi sbagliati sciaguratamente. Infine, il goal del raddoppio, che si è rivelato decisivo ai fini del successo, visto il 2-1 finale. Una segnatura bellissima, da bomber di qualità e quantità. Già, quantità, come testimoniano i 14 goal sin qui segnati in questo campionato, che lo issano in vetta alla classifica marcatori, al pari del connazionale Tevez. Che il rinnovo arrivi presto e che non sia anticamera ad una pur remunerativa cessione: di bomber dal simile killer instinct non ne esistono molti in giro.