Inter, De Boer: “giocando da squadra possiamo battere chiunque”

Il tecnico dell'Inter, rinvigorito dalla vittoria contro il Torino parla del gruppo e di Mauro Icardi: "è il capitano, lavora duro ed è un esempio"

Era la prova del nove e Frank De Boer sembra averla ampiamente superata. La vittoria contro il Torino ha ridato nuova fiducia all’Inter, fondamento sul quale si è sempre basato il tecnico olandese. “Ho sempre la fiducia nella squadra. Contro il Torino siamo stati molto disciplinati, abbiamo creato occasioni, senza concedere tanto. Abbiamo dominato la partita, questa è la mia idea di calcio che voglio da sempre”, ha detto, alla ‘Gazzetta dello Sport’, all’indomani della gara.

“Quando sono arrivato qui, ho parlato con la società e ho visto tutti uniti e questa cosa è importante perché, anche nei momenti difficili, solo se siamo uniti possiamo lavorare bene”, ha continuato. “Thohir? E’ sempre molto positivo, quando può aiutare lo fa. Dopo tre sconfitte consecutive, è sempre molto difficile in un club come l’Inter. Ieri ero molto più tranquillo perché per me la squadra ha dato un segnale molto importante, non solo per me ma anche per la società, i compagni, i tifosi. Ho iniziato con un progetto, una filosofia. Sono convinto che la filosofia che abbiamo è buona. Abbiamo iniziato in un momento difficile ma dobbiamo concentrarci solo sul progetto. E quando siamo concentrati su questo, i risultati arrivano”.

“Ho fiducia nella squadra perché c’è molta qualità. Ma dobbiamo capire che non sono giocatori individuali, sono una squadra e devono giocare insieme. E facendo così possiamo battere chiunque”, continua De Boer. “Abbiamo visto contro la Juve e anche contro la Roma, dove abbiamo fatto abbastanza bene. E’ una questione di testa? Sappiamo che la testa è molto importante nei giocatori, 29 sono tanti e ovviamente chi non gioca è deluso. Ma devono capire che siamo l’Inter e il loro momento può arrivare in qualsiasi istante. E devono essere pronti a entrare in squadra. Icardi? Per me è tutto passato, ha sempre lavorato duro. E io voglio vedere sempre questo nel mio capitano, un esempio. E ieri l’ha fatto molto bene, come ha fatto nelle altre partite. L’appoggio dei tifosi è molto importante e mi piace molto. I tifosi riconoscono i momenti difficili ma riconoscono anche quando facciamo bene. E questo mi piace molto. L’italiano? Ho fatto 40 ore di lezioni”.