Non è stata sin qui una buona giornata per le italiane impegnate in Europa League. Inter e Fiorentina, difatti, sono andate incontro a due vere e proprie debacle che, a dirla tutta, si fa fatica ad accettare. Entrambe le compagini hanno perso per 3 goal a 2, i viola al ‘Franchi’ contro il Paok di Salonicco, i nerazzurri in casa dell’Hpaoel Be’er Sheva. In tutte e due le sconfitte, c’è una componente mentale che non può essere ignorata. Il caso più clamoroso è quello dell’Inter: avanti di due goal, per un’ora la squadra di Pioli ha tenuto pienamente in mano il controllo del gioco. Poi, il crollo, ingiustificato ed ingiustificabile. Non può, una squadra come quella nerazzurra, permettersi di fare una figura del genere, quando in ballo c’è la qualificazione ai sedicesimi di Europa League: un trofeo decisamente alla portata di una rosa come quella dell’Inter ma che, evidentemente, non ha mosso le giuste motivazioni nei diretti interessati. Come si può diversamente interpretare una situazione del genere? Il problema, forse, non era De Boer, senza nulla togliere ad un allenatore preparato come Pioli. E non possiamo essere meno arrabbiati con la Fiorentina, che ha gettato al vento la possibilità di qualificarsi con un turno di anticipo. A pochi secondi dalla fine il risultato era di parità e, a quel modo, i toscani si sarebbero conquistati il pass per i sedicesimi di finale. Poi il blackout, con la rete subita al 93′. E così, all’ultima giornata c’è il rischio, per la squadra di Paulo Sousa, di rimanere fuori dai giochi. Ovvio che anche la Fiorentina debba fare severa autocritica: in casa, contro una squadra da rispettare ma sicuramente inferiore come il Paok di Salonicco, non si può perdere a questa maniera. Va infatti ricordato che la Fiorentina era andato sul doppio svantaggio per poi recuperare. E quindi, quando bisognava mettere in cassaforte il risultato, si è definitivamente persa la bussola. No, così non va, decisamente.
Inter e Fiorentina, debacle inaccettabili: autocritica è la parola d’ordine