Inter: Kovacic al centro della manovra e 3-4-1-2 per la rinascita

Indipendentemente dal risultato di ieri, nefasto e storico, che nell’Inter ci fosse qualcosa di non molto comprensibile lo si era già capito da un po’, in particolare dalla partita a due facce di Palermo. Non c’è dubbio che il faro, il calciatore che al momento sembra avere una marcia in più rispetto a tutti gli altri componenti della rosa, il fuoriclasse ed il punto fermo di questa squadra sia Mateo Kovacic, talento che già prometteva tantissimo e che finalmente sta esplodendo definitivamente.
Ora, il soggetto in questione è un giocatore facente parte della categoria “spiriti liberi“, un fantasista che ha bisogno di trovare da solo la sua collocazione in campo, senza essere vincolato e legato ad un ruolo che, perdipiù, lo costringe a compiti difensivi evidentemente a lui non congeniali. Il giovane talento, che ha esordito sotto la guida di Andrea Stramaccioni, sta occupando una posizione molto defilata sulla sinistra e si trova spesso e volentieri costretto a dover accorciare sui terzini avversari e fare un lavoro da interno. Ma in realtà è un numero 10 e di conseguenza un elemento che va lasciato libero di spaziare nel campo e che può far male tanto solo se schierato al centro della manovra, date le sue qualità di grande rifinitore ed anche di inserimento negli spazi creati dalle punte. I suoi gol in questa stagione sono tutti molto simili in questo senso: inserimento centrale sullo spazio creato da Osvaldo o Icardi. Ed a Palermo il pareggio è avvenuto solo dopo che Kovacic è stato spostato al centro, dietro le due punte.

Alla luce di tutto ciò, non sarebbe una follia per Walter Mazzarri provare a cambiare nuovamente sistema di gioco. Se il 3-5-1-1, che fu caro al tecnico di San Vincenzo lo scorso anno, sembra non essere più sopportato dai tifosi e comunque pare non sia in cima alla lista degli schieramenti preferiti del mister toscano, perchè non provare ad adoperare il 3-4-1-2 che ha fatto faville a Napoli? Con questo schema, Kovacic si troverebbe, con tutte le differenze del caso, a ricoprire la posizione che occupava, diligentemente e con grande successo, Marek Hamsik nel bellissimo Napoli di Mazzarri. Certo, proporre un sistema come questo significa, necessariamente, sacrificare Hernanes, ma il Profeta può essere anche utile a partita in corso, come ha dimostrato nel turno infrasettimanale contro l’Atalanta. Di contro, disporre di tre elementi di gran dinamismo ed ottime doti fisiche come Medel, Guarin e M’Vila, che si giocherebbero due posti per la mediana, potrebbe consentire al croato Kovacic di avere le spalle ben coperte ed una squadra che gira intorno a lui, piuttosto che il contrario, come accade con tutte le formazioni che dispongono di fuoriclasse. Libero da compiti difensivi ed in una posizione centrale, il 10 nerazzurro rappresenterà un banco di prova vero per Walter Mazzarri, che nella sua esperienza interista ha finora lasciato qualche perplessità sulla gestione dei campioni, mentre devastante si è dimostrato con i calciatori modesti, migliorati e trasformati soprattutto tatticamente.