Inter, Leonardo passa la mano per il dopo De Boer: ecco perché non è il profilo giusto!

Probabilmente, dopo la fine della magica era Mourinho, è stato l’unico allenatore davvero capace di conquistare sia la squadra che i tifosi nerazzurri. Poi, dopo sei mesi di permanenza, decise di lasciare l’Inter per andare ad occupare un ruolo dirigenziale nel Psg degli sceicchi. Stiamo parlando di Leonardo: in questi giorni il suo nome è circolato con insistenza per prendere il posto dell’ormai esonerato Frank De Boer. Ma il brasiliano, nel corso di un’intervista ai microfoni di ‘Sky Sport 24’, ha escluso con chiarezza un suo clamoroso ritorno: “L’Inter mai come ora sta vivendo un momento incomprensibile. La situazione non è semplice ed è partita male. Mi fa piacere che il mio nome esca forte, probabilmente più per quello che ho fatto in passato che per il presente. Penso sia uscito per quello che è stato e non perché sia Moratti a spingermi. C’è una riconoscenza che mi lusinga però io non sono il profilo ideale: quello di cui ha bisogna l’Inter in questo momento storico”. 

Leonardo spiega con dovizia di particolari i motivi per cui il suo rientro all’Inter non può concretizzarsi in nessun modo: “Io sono un allenatore con un’idea manageriale e un manager con un’idea tecnica. Per questo non sono quello di cui l’Inter ha bisogno ora. Quando sono stato all’Inter ho ottenuto risultati importanti in breve tempo perché c’era una squadra fatta e una struttura definita. Si era instaurato un legame straordinario con Moratti e con un gruppo di ragazzi che aveva solo bisogno di fiducia ma era indubbiamente composto da grandi giocatori che si stimavano. Una scelta deve essere sentita e condivisa e io non penso che in questo momento l’Inter possa esserci tale condivisione. Il consiglio che posso dare all’Inter – ha aggiunto Leonardo – è quello di avere molto calma. Prima di decidere l’allenatore serve capire chi è il riferimento per i dirigenti e chi è il referente del board della società. Serve una persona che si interfacci con la proprietà e spieghi la realtà delle cose ai proprietari. Io ho fatto questo ruolo al PSG ma non potrei farlo ora all’Inter perché non conosco i proprietari e loro non sanno chi sono io e come lavoro. Per essere un buon manager ci dev’essere fiducia ed interscambio. Ora a mio avviso serve che i nuovi proprietari individuino la persona che porti avanti ed organizzi il progetto per i prossimi 10 anni. Questo è molto più cruciale rispetto a chi sarò l’allenatore che dovrà portare a termine la stagione”.