Inter, l’ex Vieri rispolvera i suoi anni nerazzurri: dal feeling con Ronaldo alle ‘poste’ di Moratti

Inter, l’ex Vieri rispolvera i suoi anni nerazzurri – Parliamo di uno dei più grandi attaccanti della storia del calcio italiano, pochi riuscivano a sentire la porta avversaria come la sentiva lui. Il soggetto in questione è Christian Vieri, che nel corso della sua carriera avrà cambiato anche maglia diverse volte, ma quella dell’Inter sembra essergli rimasta sul cuore più di tutte. Come testimoniano le parole pronunciate a ‘Sky Sport’, nel corso della trasmissione ‘I Signori del Calcio’, che andrà in onda domani sera 23.45: “Dovevamo vincere e non eravamo attrezzati per farlo: Juve e Milan erano più forti di noi. Abbiamo perso uno Scudetto da soli, il 5 maggio 2002, ed è stato molto pesante: secondo me, se avessimo vinto lì, sarebbe cambiato tutto. E invece Ronaldo è andato via, Cuper dopo 4 ronaldo 5 maggiomesi è andato via, tanti giocatori sono andati via”. Poi Vieri del suo ‘feeling mancato’ con Ronaldo, una coppia da sogno che a causa dei rispettivi infortuni ha giocato poco insieme: “Ci facevamo male una volta lui, una volta io; una volta lui, una volta io. Non abbiamo mai giocato 20-30 partite insieme. Però eravamo la coppia dei sogni, perfetti. Io l’avevo detto al presidente: ‘Non cederlo, non cederlo! Ha vinto il Mondiale e lo cedi ora? Lo stiamo aspettando e lo cedi ora? E io che faccio qua?’ Però era o lui o Cuper. Quello che eravamo io e Ronaldo all’Inter rimane e rimarrà per sempre! Cioè, i due più forti che l’Inter abbia mai avuto!”.

Moratti (LaPresse/Gian Mattia D'Alberto)
Moratti (LaPresse/Gian Mattia D’Alberto)

Inter, l’ex Vieri rispolvera i suoi anni nerazzurri – Infine l’ex attaccante nerazzurro confessa di aver perdonato Massimo Moratti per averlo fatto pedinare e intercettare, insomma solo bei ricordi e nessun rancore: “Non ce n’era proprio motivo: non facevo niente! Tutti dicevano che Vieri usciva la sera, ma lo facevo solo la domenica, come tutti. Quindi non c’era nessuna cosa per far sì che mi dovessero intercettare o pedinare, non c’era un perché. Io, quindi, guardo alla parte di quei sei anni in cui ho giocato, i compagni, i gol, anche le sconfitte. Tutto quanto è sempre e comunque bello, perché giocare titolare nell’Inter è sempre una cosa importante. Ormai non ci penso più. Se ho perdonato il presidente Moratti? Ma sì, è stato il mio presidente per sei anni, mi ha comprato a 90 miliardi, mi ha fatto dei contratti alti e gli sarò sempre riconoscente per questo – conclude Vieri -. Ho fatto 132 gol e gli ho fatto vendere tante magliette col numero 32! Quindi, ho la coscienza a posto”.