Mateo Kovacic è stato estremamente deludente nel derby di Milano giocatosi ieri sera. A far discutere molto è stata la posizione in campo in cui il talento croato è stato impiegato: largo a sinistra nel 4-3-3. Tutti si aspettavano un logico 4-3-1-2 con il gioiellino classe 1994 dietro le punte ed invece, ancora una volta, nonostante il cambio di allenatore, Kovacic si è dovuto sacrificare sulla fascia, ruolo sicuramente a lui non congeniale.
“Kovacic a sinistra si deve adattare perché non è un esterno, ma da qui a gennaio o lui o Hernanes o qualcun altro si dovrà adattare in quella posizione se vogliamo giocare così o 4-2-3-1” ha spiegato Mancini a fine gara. “Ho avuto David Silva al City che non era abituato a giocare largo, ma ha imparato ed è diventato più forte di come era prima. Mateo è molto giovane, ma ha grandi qualità e può fare come Silva. Ha subìto un po’ il cambio di modulo e deve ancora crescere. L’importante è non mettergli troppa pressione anche se ammetto che da lui mi aspetto un salto di qualità”.
Si fa fatica a capire il motivo per cui un trequartista fatto e finito debba avere le ali tarpate in questo modo e non possa esprimersi al meglio. Ha il dribbling, l’ultimo passaggio e la visione di gioco, ma ha soprattutto ha una grande fantasia e capacità d’inserimento e d’attacco negli spazi centrali. Mateo Kovacic è un calciatore in grado di poter fare la differenza soltanto se è al centro della manovra e non se sta defilato.