Inter, Mancini non si smuove: “Non so se arriveremo tra le prime tre”

Il tecnico nerazzurro nonostante la classifica e gli elogi ricevuti ancora non si scompone: "I nostri obiettivi stagionali sono altri. Mercato? Non si muove nessuno"

Il primo posto in classifica, la difesa impenetrabile e i gol di Icardi e Jovetic ritrovati non basteranno a Roberto Mancini per la conquista del terzo posto, o almeno così dice il tecnico nerazzurro:”Speriamo di non aver perso la concentrazione, con la Lazio sarà dura perchè ha dei valori nonostante il momento. Biglia, Candreva e Felipe Anderson fanno la differenza, è giusto che giochino perchè avere in campo bravi giocatori è meglio per lo spettacolo. Noi favoriti per lo scudetto? Ognuno ha la propria opinione, credo che le prime 3 saranno Napoli, Juventus e Roma o Fiorentina. Senza un ordine. L’assenza delle coppe europee? E’ ovvio che dovevamo ritrovarci e abbiamo avuto più tempo per farlo. I giocatori stranieri arrivati giocavano già in Italia o la conoscevano e non hanno avuto problemi. Ormai è difficile trovare rose con solo italiani. Dobbiamo pensare a domani, il girone di ritorno sarà difficilissimo. Avremo molti scontri diretti fuori, poi è chiaro che battere le medio-piccole è fondamentale per arrivare in alto”.

Rispetto al passato, Mancini dovrà guidare verso grandi obiettivi una rosa certamente di livello inferiore: “Anche quando hai una squadra top e vinci non è mai facile, in quegli anni lì la Roma era molto forte… Non ci poniamo il problema di cosa accadrà a Maggio, abbiamo un altro obiettivo. Poi vedremo quanti punti avremo e dove saremo. Dovremo essere aggressivi, ma in A non è semplice. L’anno scorso la Lazio è arrivata terza, ha qualità, per vincere dovremo essere perfetti senza concedere niente. La classifica non rispecchia il loro valore”.

Il ritrovato entusiasmo dell’ambiente però, è già una prima, grandissima vittoria che aiuterà a fronteggiare il ritorno delle antagoniste: Servono tutte le componenti per fare bene e nei momenti difficili è fondamentale avere un gruppo sano che ha fiducia. I tifosi? Quando sono tanti e ci sostengono, la squadra rende molto di più. Avere molti tifosi allo stadio, soprattutto a San Siro, si sente.
La Juventus ha perso punti all’inizio e li sta riguadagnando, ha fatto una serie di vittorie consecutive. Ha cambiato 3 giocatori importanti e ci ha messo tempo per ritrovarsi, ma ora è tornata competitiva”.

Pochi indizi su quello che sarà il mercato: Al momento non dobbiamo cambiarne nessuno… Se non avremo problemi con i nostri giocatori, qualora qualcuno volesse andare a giocare, non credo che faremo nulla. Qualcuno lo ha già fatto? No. Prendiamo calciatori che possano coprire più ruoli, non per fare l’uno la riserva dell’altro. Calleri? Gioca in club importante come il Boca ma avrebbe bisogno di ambientarsi, però ha qualità come se militasse in un top club italiano”.

Su Nagatomo e Brozovic: “Yuto è un grande professionista, non è mai triste neanche quando non gioca ed è pronto quando lo chiami in causa. Inoltre è un buon giocatore che può ricoprire diversi ruoli, se vuol restare ben venga. Fino a giugno resta qui.
Quando prendemmo Brozovic eravamo certi delle sue qualità ma essendo giovane aveva bisogno di tempo. Ora sta mostrando la dote di saper far goal, inoltre corre tantissimo. Può ancora alternare panchine a impieghi, però quando entra chi sa cambiare la partita è importante. Abbiamo grande fiducia in lui”.
Chiusura con un commento sull’esonero di Josè Mourinho, che succedette proprio a Mancini sulla panchina dell’Inter: “Se fai l’allenatore devi metterlo in preventivo, non conosco la storia. Tanti tecnici ogni anno saltano, fa parte del nostro lavoro e del bagaglio che uno si porta. Il Chelsea non andava benissimo e il rischio c’era”.