Marcelino, ad oggi, pare il candidato principale alla successione di De Boer sulla panchina dell’Inter. Viste le premesse, è bene non dare nulla per scontate ma lo spagnolo, al momento, è colui che ha maggiori possibilità di essere messo sotto contratto dal gruppo Suning. Che vantaggi può avere l’ingaggio di Marcelino? Paradossalmente, lo spagnolo difficilmente potrà fare peggio del suo predecessore. Non che De Boer abbia avuto colpe giganti, tutt’altro, ma, in termini di risultati, si potrà probabilmente fare meglio, soprattutto rispetto alle ultime uscite. Inoltre, l’ex tecnico del Villareal sembra essere più scafato dell’olandese, anche più cattivo di lui. In una situazione come quella in cui versano i nerazzurri, è sicuramente una dote positiva. Inoltre, ed è l’aspetto più interessante, Marcelino in passato è stato abbastanza propenso ad utilizzare il 4-4-2: questo potrebbe rinvigorire, ad esempio, un calciatore come Jovetic, finito nel dimenticatoio e fragile fisicamente, sulle cui doti tecniche c’è però poco da discutere.
Ma vanno anche considerati i contro della situazione, che non sono pochi. Scontato dire che anche Marcelino, come De Boer, arriva in un momento cronologicamente non ideale: siamo a novembre, la stagione è ampiamente iniziata e l’ambiente è abbastanza sfiduciato. Continuano le similitudini con il tecnico olandese: anche l’allenatore spagnolo è abbastanza a digiuno di calcio italiano e questo, per chi prende in mano una squadra ad annata in corso, non è propriamente un bene. Inoltre, rischia di vivere l’intero anno con l’etichetta del traghettatore, a prescindere dal contratto che gli verrebbe fatto firmare: nelle intenzioni del club nerazzurro, difatti, sembra esserci quella di convincere, la prossima estate, Diego Pablo Simeone a tornare all’Inter, stavolta in qualità di allenatore. Insomma, lati positivi ma anche negativi attorniano il possibile approdo di Marcelino in Serie A: la situazione è assai intricata, a lui, nel caso, l’onore e l’onere di agire di conseguenza.