Inter, Mazzarri anti-giovani? Macché! La rivoluzione nerazzurra parte dal suo grande allenatore

walteroneWalter Mazzarri, neo tecnico dell’Inter di Massimo Moratti, è un allenatore esperto e navigato, un grande allenatore, un vincente. Un tecnico che non è mai stato esonerato nella sua carriera ed ha sempre concluso le sue stagioni superando le aspettative iniziali. Acireale, Pistoiese, Livorno, Reggina, Sampdoria e Napoli nel suo palmares prima dell’approdo all’Inter, certamente la panchina più prestigiosa della sua carriera. È la prova del nove per il toscano, che ha il dovere di resuscitare e rialzare una squadra totalmente confusa, proveniente da un settimo ed un nono posto nelle ultime due deludenti stagioni e bisognosa di un forte ricambio generazionale che possa dare freschezza, novità e forse anche incoscienza.

Bene, per arrivare a questo si era detto che Mazzarri non fosse proprio l’ideale: “Non dà fiducia ai giovani” dicevano di lui ed invece il segnale lanciato domenica è stato chiaro; al termine della partita contro il Genoa c’erano in campo contemporaneamente Kovacic, classe 1994, Icardi del 1993, Taider del 92 e Juan Jesus nato nel 1991. Tra l’altro in panchina erano pronti Wallace (1994) e Belfodil (1992).

Ma il segnale più forte, il profeta Walter, l’ha dato con l’operazione (tardiva) di sfoltimento: Stankovic è stato congedato, Cassano mandato via, Chivu non rientra certamente nei piani e Cambiasso, quando Kovacic sarà perfettamente integro, molto probabilmente dovrà finalmente accontentarsi di un posto in panchina e non è neanche così sicuro che il capitano Zanetti, al momento del rientro, riesca a trovare un posto nell’undici iniziale, con un Jonathan così. Umiltà e lavoro sono le parole d’ordine del condottiero nerazzurro che è consapevole che Juventus e Napoli sono lontane anni luce e che la parola scudetto non deve essere neanche pronunciata.